Al Premio Logudoro 20mila euro dalla Regione

Quarantesima edizione per il concorso di poesia e letteratura, cerimonia a fine novembre a Ozieri

OZIERI. Uno stanziamento regionale di 20mila euro – soldi che saranno utilizzati per future iniziative – onora al meglio la 40esima edizione del Premio Logudoro di poesia e letteratura, la cui giuria recentemente ha concluso i lavori in vista della cerimonia di premiazione che dovrebbe tenersi, secondo le previsioni, il prossimo 28 novembre a Ozieri nel teatro civico Oriana Fallaci.

In quella occasione saranno premiati i vincitori delle quattro categorie in concorso, mentre per la sezione dedicata ai ragazzi delle scuole, intitolata appunto Iscolas, è prevista una cerimonia a parte la cui data sarà però fissata il prossimo anno, perdurando ancora lo stato di emergenza nazionale per la pandemia che limita fortemente tutte le iniziative negli istituti scolastici.

Gli organizzatori del sodalizio culturale intitolato ai poeti Cubeddu, Pirastru e Morittu sono comunque già al lavoro per predisporre le premiazioni nel teatro civico, e tra gli inviti ai vincitori, la preparazione del programma della giornata, la stampa del libretto con i migliori testi, il lavoro ferve.

Gli ospiti saranno tanti, perché tanti sono i riconoscimenti da assegnare, tra vincitori, menzioni, premi collaterali. Tra questi, il premio per la cultura e l’impegno sociale patrocinato dal Lions Club, che quest’anno sarà assegnato allo scrittore ozierese Franco Cocco, e la novità di questa edizione: il premio assegnato dal Rotary Club per il migliore lavoro di ricerca sui termini desueti in limba riservato ai ragazzi nella sezione Iscolas.

Mentre fervono i preparativi per la cerimonia, che quest’anno vedrà anche un intermezzo musicale con il gruppo pop in limba dei Tarazed e per la prima volta le letture dei testi vincitori affidata non agli stessi poeti ma a attori e altri interpreti, iniziano a trapelare le prime indiscrezioni sui premi assegnati.

Su tutti, quello del vincitore assoluto, nella sezione a tema imposto “Dies de ammentu” intitolata a Monserrato Meridda: si tratta di Pier Giuseppe Branca di Cheremule con la poesia “Re de rosinas minudas, primo davanti ad Antonio Sanciu di Buddusò con la sua “Dies de ammentu” e Gian Gavino Vasco di Bortigali con “No l’appo ismentigadu”. (b.m.)

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