Zucche e dolcetti, torna la festa di Sant’Andria

BONO. “Sant'Andria non è Halloween!”. Con questo motto che ogni anno Bono fa rivivere la tradizione della festa di Sant’Andria il 30 novembre. La Pro Loco ha annunciato che anche quest’anno la...

BONO. “Sant'Andria non è Halloween!”. Con questo motto che ogni anno Bono fa rivivere la tradizione della festa di Sant’Andria il 30 novembre. La Pro Loco ha annunciato che anche quest’anno la tradizione verrà portata avanti, nel rispetto delle regole anti-Covid.

La festa ha antiche origini pagane legate al culto di Bacco, dio del vino, che si festeggiava il 30 novembre. Con il cristianesimo, la stessa tradizione è stata tramandata nel medesimo giorno dedicato a Sant’Andria.

«In questa sera un po’ magica – raccontano gli organizzatori della pro loco – i bambini si procurano una zucca, chiamata “sa corcoriga sarda” che viene svuotata e resa il più sottile possibile, intagliata in modo tale da assumere le sembianze umane con espressioni spaventose e illuminata da una candela posta al suo interno». All’imbrunire, con la zucca appesa al collo, i bambini al suono di una campanella e con un bastone in mano, e al grido di “A Sant’Andria, a Sant’Andria” bussano alle porte delle case facendo incetta di dolci, frutta secca e qualche soldino. Al rientro i doni vengono spartit’ e le zucche vengono rotte gettandole a terra. (el.cor.)

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