Multa al barista che non chiedeva il green pass

Giro di vite dei vigili urbani contro chi non rispetta le norme covid. Un verbale anche per la musica alta

SASSARI. Gli agenti in borghese della polizia locale lo hanno tenuto d’occhio per un po’ di tempo, poi sono entrati in azione. È finito nei guai sabato scorso un barista del centro cittadino che - a differenza di quanto previsto dalle recenti norme covid - non richiedeva il green pass ai clienti seduti all’interno del suo locale.

Per lui è scattata una pesante sanzione e l’avvertimento o non reiterare nella condotta. Nei guai sempre nel corso del servizio effettuato dai vigili urbani nel centro cittadino, anche il titolare di un bar che ha proseguito a mandare musica ad alto volume nel suo fuori dall’orario consentito.

Sono stati oltre cinquanta i locali controllati nel fine settimana dagli agenti del comando di via Carlo Felice. La Polizia locale ha eseguito diverse verifiche in tutto il territorio comunale, principalmente sul rispetto delle norme contro la diffusione del covid e contro il disturbo della quiete pubblica.

La settimana scorsa proprio a due bar che non avevano rispettato il sonno degli abitanti della zona di via Roma era stata inflitta la pesante sanzione della chiusura notturna nel week end. Una “punizione” esemplare, tra le prime del suo genere nell’Isola. Ormai già dalla primavera, la situazione per i residenti della zona era diventata insopportabile: la musica (che è stato rilevato essere più alta dei livelli consentiti dalle norme e oltre l’orario previsto dall’ordinanza sindacale) e i rumori che provenivano dai due locali e il vociare degli avventori fuori dal locale (che il pm ha sottolineato essere responsabilità del gestore se non fa nulla per contenerle) rendevano impossibile il riposo notturno. Con i “bassi” che spesso arrivavano a fare vibrare i vetri, rendendo inefficace qualsiasi ipotesi di insonorizzazione, peraltro non dovuta e non facile da realizzare nei palazzi storici della via.

Alla fine alcuni abitanti della zona, residenti in prossimità dei due esercizi, si sono deciso a presentare un esposto alle autorità amministrative locali. A seguito delle testimonianze raccolte e delle indagini eseguite dagli agenti della polizia locale che in due differenti casi hanno potuto constatare la prima volta che non c’era la valutazione di impatto acustico prevista per legge e che la musica era diffusa ad altissimo volume con amplificatori e la seconda che proseguiva oltre l’orario consentito, il pubblico ministero ha chiesto il sequestro dei locali.

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