Sassari, l'annuncio del sindaco: «Viale Trento sarà riaperto in 8 mesi»

Il primo cittadino comunica l’avvio dei lavori nel terrapieno chiuso per un cedimento da settembre 2020

SASSARI. Otto mesi di lavori, per riprendere a pompare sangue in una delle arterie della mobilità cittadina: il terrapieno di viale Trento. Con una delle due corsie di marcia (quella dal lato “Santi Angeli”) che potrebbe essere riaperta, forse a senso unico alternato “orario” già in primavera, e il ritorno all’agognata normalità che potrebbe arrivare alla fine dell’estate.

Quasi un sogno per il terrapieno che taglia in due parte alta e bassa della città chiuso al traffico da settembre 2020, dopo un importante cedimento prima della pavimentazione nella zona del parcheggio “Santi Angeli” e, pochi giorni dopo, della parte centrale dell’asse stradale. Da allora è passato un anno di rilievi, ispezioni, confronti, anche piuttosto caldi, con Abbanoa (la causa principale del “dilavamento” del terrapieno sono le perdite di un collettore fognario) reperimento fondi e progettazioni. Correndo con i pesi della burocrazia degli appalti pubblici, ancora più labirintica quando di mezzo c’è il rischio idrogeologico, attaccati alle caviglie. Fino ad arrivare a ieri, con il sindaco Nanni Campus, accompagnato dall’assessora alle Infrastrutture della Mobilità e traffico, Maria Francesca Masala, il dirigente Fabio Spurio, il progettista Dario Solmona e Paolo Ticca per l’impresa che si è aggiudicata l’appalto, che ha dato l’atteso annuncio.

«Faremo interventi che cambieranno il volto della città. Forse metteremo qualche panchina e monumento in meno, ma affronteremo problemi vecchi di decenni, trovando soluzioni fondamentali per una vita serena dei sassaresi. E inziamo da viale Trento, una ferita aperta da curare», ha esordito il sindaco annunciando l'aggiudicazione dei lavori alla ditta Dottor Mario Ticca srl. «Da quando, il 23 settembre 2020, abbiamo dovuto chiudere il terrapieno ci siamo messi subito all’opera per trovare una soluzione definitiva a un problema annoso e putroppo ignorato. Fortunatamente la Regione ci ha messo subito a disposizione un finanziamento da 1,1 milioni di euro, a cui abbiamo aggiunto un cofinanziamento di 100mila euro, con cui poter provvedere alla messa in sicurezza del terrapieno. A dicembre dello stesso anno è stato consegnato e approvato dalla Giunta lo studio di fattibilità tecnico economica».

«Dallo studio – ha continuato il sindaco – è emerso che il problema che aveva portato allo stato di dissesto del terrapieno aveva origine nel collettore fognario presente, ormai vecchio. Tra gennaio e febbraio 2021, è stata avviata la collaborazione con Abbanoa per risolvere quanto prima il problema. Si è così deciso per la mitigazione dell’afflusso di reflui nel collettore, con la creazione di due bypass da parte di Abbanoa. Nel frattempo è stato affidato l’incarico di progettazione definitiva, esecutiva, direzione lavori e coordinamento della sicurezza alla RTP formata dagli studi Solmona, Biddau, Praticò e Virdis. A maggio la consegna del progetto definitivo e a luglio la Giunta ha approvato il progetto definitivo. Dopo l’approvazione del progetto esecutivo, a settembre è stata indetta la procedura d’appalto che si è conclusa pochi giorni fa, con l’aggiudicazione all’Impresa Ticca».

Impresa che si dovrebbe accantierare entro novembre, facendo partire il timer dei lavori che andranno conclusi entro otto mesi. Il progetto che partirà ora su viale Trento prevede il consolidamento del corpo del terrapieno mediante iniezioni di cemento, resine e berlinesi, la rimozione e sostituzione della condotta fognaria; il consolidamento dei pendii mediante tecniche di ingegneria naturalistica e il ripristino delle pavimentazioni stradale e arredi. Le fasi delle lavorazioni sono state studiate per garantire sia il passaggio pedonale e il raggiungimento delle attività presenti per tutta la durata dei lavori, sia la riapertura di una corsia veicolare a metà del periodo di esecuzione delle opere.

Il progetto ha anche l’obiettivo della riqualifica urbana del viale, attraverso opere di riqualifica del verde sia sui versanti sia lungo la strada, mediante opere di potatura selettiva e di conseguente messa a dimora di essenze che abbiano caratteristiche tecniche di consolidamento ed estetici duraturi nell’anno; la sostituzione di tutta la pavimentazione stradale e pedonale con l’inserimento di nuovi arredi urbani; il ripristino del muro di recinzione che ospita un’inferriata storica, per la porzione deteriorata a causa del cedimento; la sostituzione dei vecchi parapetti in tubi innocenti fuori norma con ringhiere in ferro zincato in uniformità a quelle esistenti lato monte.
 

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