25 novembre: a Sassari no alla violenza sulle donne nella piazza dedicata a Monica Moretti

L'insegnante Lella Cucca legge una poesia di Maya Amidou alla cerimonia promossa dalla Commissione pari opportunità del Comune di Sassari nella piazza dedicata a Monica Moretti, la giovane dottoressa uccisa da un paziente (foto Ivan Nuvoli)

Cerimonia della Commissione pari opportunità del Comune. La facciata della questura di Sassari si illumina di arancione per dire no alla violenza, nella questura di Cagliari inaugurata la stanza protetta per le vittime di violenza. Solinas: "La Regione è impegnata nel territorio per sostenere le donne vittime di violenza". Un messaggio del vescovo di Cagliari

SASSARI. La Commissione Pari Opportunità del Comune di Sassari (presieduta da Maria Gabriela Bertoncelli) in ricordo di Monica Moretti e di tutte le donne vittime di violenza si è ritrovata in piazza Moretti per portare delle rose sulla panchina a lei dedicata. Sono stati letti un aforisma di Oriana Fallaci e una poesia di Maya Angelou dalla insegnante di prosa Lella Cucca. Presente alla cerimonia la sorella di Monica.

Il presidente della Regione, Christian Solinas: «Occorre uno sforzo unanime di tutte le Istituzioni per combattere alla radice questo cancro sociale, garantendo una rete di sostegno che indichi e garantisca alle vittime il percorso per liberarsi da ogni genere di violenza e oppressione, partendo dall'ascolto». «La Regione Sarda - prosegue Solinas - è impegnata sul territorio con il sostegno ai centri antiviolenza, per garantire alle donne vittime di violenza quel momento di accoglienza e ascolto che è il presupposto per un percorso di liberazione da situazioni di violenza di ogni genere, dentro e fuori le mura domestiche. Nell'anno in cui celebriamo Grazia Deledda, luminoso emblema della donna sarda, vogliamo moltiplicare il nostro impegno - conclude il governatore sardo - per combattere ogni forma di violenza contro le donne, coscienti che ancora molto resta da fare».

«In questa giornata un pensiero va alle vittime e agli orfani di femminicidio, ma anche alle donne che non trovano il coraggio di denunciare il loro dramma, affrancando sé stesse dalla violenza». Lo ha detto il vescovo di Cagliari, monsignor Giuseppe Baturi. «Penso anche ai giovani, per i quali urge un grande impegno educativo affinché la scoperta dell'amore si purifichi da ogni istinto violento e si compia sempre più come rispetto dell'altro e della sua libertà e desiderio di servirne il bene», ha concluso monsignor Baturi. (Ansa).

La mobilitazione delle donne di Sassari dove è gravemente carente l'assistenza per il tumore della mammella (foto Ivan Nuvoli)

WsStaticBoxes

Necrologie

WsStaticBoxes