Lo sviluppo passa dal turismo rurale

Muove i primi passi il Distretto del Marghine e Goceano Le delegazioni di dieci paesi coinvolte nell’Educational tour

BURGOS. Muove già i primi passi il distretto rurale del Centro Sardegna, che nei giorni scorsi ha riunito guide turistiche e ambientali, tour operator, titolari di agenzie di viaggi in un percorso alla scoperta del territorio di azione. Percorso che si è dipanato da Silanus, con il complesso di Santa Sabina e il museo della Poesia cantata, sino a Burgos, con il suo castello medievale che costituisce una preziosa testimonianza di un’epoca storica che ha lasciato nell’isola importanti retaggi.

E proprio a Burgos si sono tirate le somme di questo primo appuntamento, che ha avuto un bilancio decisamente positivo in termini di partecipazione, contenuti prodotti, scambio tra gli operatori. L’educational tour “Marghine & Goceano. Nuova destinazione turistica” ha coinvolto le dieci comunità del distretto rurale - Sindia, Macomer, Birori, Silanus, Bortigali, Lei, Illorai, Bottidda, Burgos, Esporlatu - e ha proposto una ghiotta anticipazione delle attività congiunte che i due territori situati nel cuore dell’Isola intendono strutturare come proposta progettuale per attirare flussi turistici sino a questo momento pressoché inediti. Dopo una mattinata in giro per il territorio, partita dopo il raduno a Birori, la conclusione dei lavori tenutasi a Burgos ha visto a confronto i partecipanti in un costruttivo dibattito, mirato a individuare i trend del comparto, le aspettative della clientela, i target e i volumi potenziali indispensabili per costruire nel Marghine-Goceano un’offerta adeguata per i turisti. «L’obiettivo principale - spiegano i promotori della giornata e del distretto rurale, i sodalizi Badde Salighes 1879 e Sa Reggia - è quello di lavorare su migliori tecniche e strumenti per promuovere il territorio quale reale destinazione turistica, interpellando anche i professionisti del settore, con lo scopo di mettere a sistema esperienze, professionalità e azioni in campo per ripensare sistemi ricettivi e nuove forme di turismo dentro un patrimonio ambientale unico per storia e cultura, secondo principi di sostenibilità economica, ecologica e sociale».

Il dibattito finale è stato quindi un’occasione per scambiare esperienze e idee. È stata insomma l’apertura di un luogo privilegiato di confronto, che consentirà in futuro «di indirizzare gli investimenti necessari per rispondere alle crescenti esigenze di promozione che questi luoghi da tempo richiedono». Richieste alle quali forse si potrà rispondere con le risorse del Pnrr, che individua delle opportunità concrete da cogliere «in favore di un vero rilancio per questa meravigliosa porzione di Sardegna».

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