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Sassari

«Ecco la nostra ricetta per il Pnrr»

«Ecco la nostra ricetta per il Pnrr»

Oggi l’assemblea a Nule per firmare il documento condiviso dal nord Sardegna

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SASSARI. Un documento unitario, pesante e articolato. Limato per mesi parola per parola e pronto a essere calato sul tavolo della cabina di regia ministeriale in cui si decide la gestione delle risorse del Pnrr. Il famoso miliardo che il nord dell’Isola non ha nessuna intenzione di vedere piovere dall’alto, dirottato su progetti che non ha scelto e di cui pensa di non avere bisogno. Un documento che sarà presentato questa mattina a Nule. Piccolo comune nel cuore del Goceano, esempio perfetto di quell’interno abbandonato che più di tutto si vuole ripopolare, connettere, difendere. Alle 10 al Centro Culturale in via Grazia Deledda ci sarà la Provincia, con il commissario straordinario Pietrino Fois, rappresentanti del Tips (il tavolo che riunisce 16 sigle sindacali e datoriali del nord ovest), della Rete Metropolitana, sindaci e rappresentanti politici di tutto il nord dell’Isola. E insieme metteranno la firma in un documento che contiene la strategia e le azioni di sviluppo da finanziare grazie alle risorse del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza. «Viabilità ferroviaria, viabilità interna, industria chimica, energia, agenzia di sviluppo, digitalizzazione e automatizzazione delle aziende – sottolinea il padrone di casa, l’amministratore straordinario della Provincia, Pietrino Fois – sono tra i temi che verranno discussi in una grande assemblea della nostra provincia che vedrà la presenza delle autorità civili, delle rappresentanze sindacali e di tutti gli enti e i partner che sono coinvolti nel Pnnr».

Insieme alla presentazione del documento verrà istituita immediatamente una cabina di regia che diventerà l’interlocutore diretto per tutte le dinamiche inerenti il Pnnr e che avrà l’autorevolezza di dialogare direttamente con il ministero. «Non andremo in Regione per sentirci dire cosa dobbiamo fare, ma dobbiamo dire noi di cosa ha bisogno il territorio. Più passa il tempo, più nascono perplessità su chi deve agire, su cosa dev’essere fatto. Il tavolo tecnico ha una linea d’azione strategica ben chiara e soprattutto condivisa. Non c’è tempo da perdere».

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