Voto unanime: il campus sarà nell’ex Brefotrofio

Incontro risolutivo ieri mattina tra il rettore, il sindaco e i vertici dell’Ersu Adesso verrà chiesta alla Regione una proroga dei termini: in ballo 26 milioni

SASSARI. Alla fine è prevalsa la linea del rettore Gavino Mariotti: in attesa che la Regione si pronunci ufficialmente (anche in merito alla nuove tempistiche rese necessarie dagli eventi), Università, Ersu e Comune hanno convenuto che in questo momento la soluzione più conveniente per tutti è ristrutturare l’ex Brefotrofio di via delle Croci e trasformarlo in una residenza universitaria. Naufragato definitivamente il cantiere di San Lorenzo, diventato adesso un sito di grande rilevanza archeologica, i tempi strettissimi per non perdere il finanziamento di 26 milioni (già decurtato, perché all’inizio erano 14) è quello di costruire un’operazione immobiliare che vedrà Uniss cedere lo stabile al prezzo più basso possibile (4 milioni) all’Ersu, che poi avrà a disposizione circa 22 milioni per trasformarlo.

Ieri mattina si sono ritrovati il presidente dell’Ersu Massimo Sechi, il sindaco Nanni Campus e il rettore Gavino Mariotti durante il cosiddetto “tavolo dei sottoscrittori” del progetto di realizzazione di un campus universitario in città; incontro a cui hanno preso parte anche il direttore generale Libero Meloni e il cda dell’Ersu, oltre al direttore generale dell’assessorato alla Pubblica istruzione Giorgio Cicalò, su delega dell’assessore Andrea Biancareddu. Unica assenza registrata, sottolinea una nota dell’Ersu «quella di un rappresentante dell’autorità di gestione, ovvero la presidenza della giunta regionale». Tutti hanno assicurato il massimo impegno per raggiungere l’obiettivo: «Ora attendiamo di conoscere le valutazioni del presidente della Regione Christian Solinas e faremo tutto il possibile, con la collaborazione di Comune e Uniss, per non perdere il finanziamento. L’attività dell’Ersu non si è mai fermata e contiamo nei prossimi mesi di riuscire ad accedere ad altri finanziamenti, ad esempio il Pnrr, per creare nuovi servizi e potenziarne degli altri, non solo legati alla residenzialità, anche nelle sedi gemmate».

Il rettore e il sindaco dovranno adesso attivarsi per chiedere alla Regione uno slittamento oltre il 31 dicembre 2022 del termine ultimo - pena la perdita del finanziamento - per aggiudicare l’appalto, e nel mentre si avvieranno tutti gli step tecnico-amministrativi per le valutazioni di fattibilità. L’Ersu, da parte sua, dovrà inviare all’ufficio di presidenza della Regione l’atto formale, ossia la delibera del cda con cui si prende atto dell’impossibilità di procedere con il campus nell’area di San Lorenzo (ieri è stato finalmente recepita la comunicazione del vincolo archeologico arrivata agli uffici solo lo scorso 24 novembre da parte del ministero della Cultura) e la volontà di avviare un nuovo iter procedurale che interessi l’ex Brefotrofio. Successivamente gli uffici tecnici e amministrativi dell’ente di via Coppino daranno avvio alle procedure di verifica, onde scongiurare qualsiasi nuovo intoppo per la realizzazione della nuova residenza universitaria nel nuovo sito. In origine il termine ultimo per avviare il cantiere era quello del dicembre 2022, data che adesso, con tutta una nuova procedura burocratica da espletare, rischia di essere troppo vicina. Si tratta appunto di lavorare in questo senso e presentarsi alla Regione con la giusta documentazione per chiedere, e ottenere, una proroga.

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