Ozieri, «Quelle case sono nostre ma le occupano abusivi»

La protesta di alcuni soci “prenotatari” che hanno perso i loro alloggi. «La società costruttrice è fallita e a noi non è rimasto nulla». Indaga la Procura

SASSARI. Indaga la Procura della Repubblica sulla vicenda relativa all’assegnazione (mancata) delle unità immobiliari costruite negli anni 2003-2004 dalla “Società cooperativa Azzurra” a Ozieri, nel rione “Sa Pastia”.

Diversi cittadini avevano aderito al progetto con un primo versamento di 15.500 euro corrispondente alla quota sociale, diventando così soci “prenotatari” degli appartamenti da costruire. A distanza di 17 anni non solo non hanno una casa ma quelle a loro destinate sarebbero state occupate abusivamente da altre persone. La società è fallita e le unità non sarebbero state assegnate ai legittimi “beneficiari”.

Sono proprio due dei diretti interessati a raccontare la vicenda che ora è approdata sul tavolo del magistrato. «Già prima dell’assegnazione delle unità (che non è mai avvenuta, stante il fallimento della cooperativa) ci era stato concesso di scegliere la futura abitazione, con attribuzione, sulla carta, delle singole quote di proprietà millesimate. A ciascuno era stato assegnato uno specifico lotto risultante da appositi elenchi e in forza di ciò ognuno di noi aveva apportato, a proprie spese, modifiche al capitolato generale, variando, in base alle esigenze, interni e materiali».

Dopo il fallimento della società, messa in liquidazione coatta amministrativa, alcuni dei soci hanno occupato le case del complesso edilizio «che, essendo ancora “in costruzione” era, come del resto è tutt’ora, privo delle necessarie opere di urbanizzazione nonché di abitabilità». Ed è a questo punto che sarebbe nata «una situazione surreale – così la definiscono gli interessati – Su 30 lotti solo una decina sono occupati effettivamente dai soci prenotatari. Alcuni sono stati “concessi in locazione”, alcuni “venduti”, altri “messi a disposizione” di parenti o amici, gli altri occupati abusivamente. In barba a chi ha speso e perduto dei denari e ha visto svanire con un colpo di spugna il desiderio di possedere una casa».

Sempre stando al racconto dei cittadini “beffati” (come si definiscono loro stessi) sarebbero stati «richiesti e ottenuti allacci idrici ed elettrici, oltre al servizio di nettezza urbana». Delusi e con una buona dose di rabbia si rivolgono anche agli amministratori: «Ci aspettavamo che il Comune potesse aiutarci a risolvere finalmente questa situazione. Ma al momento le nostre richieste sono rimaste inascoltate: oggi le case sono occupate da estranei e non sembra esserci via d’uscita. Uno dei risvolti paradossali e anche drammatici è che molti di noi sono costretti a pagare un canone di locazione perché siamo stati privati della nostra casa».

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