Per l’Aido Ozieri 35 anni di generosità

Una statua e un’aiuola per celebrare l’anniversario Coinvolti anche gli studenti di tutte le scuole cittadine

OZIERI. Tredici piante per creare una piccola aiuola, tanti quanti sono i donatori di organi ai cui familiari è stata consegnata una targa ricordo, simboleggiano l’importanza della donazione rappresentata dalla statua dello scultore Pietro Frau che l’Aido Ozieri ha posizionato sabato mattina in piazza Carlo Alberto per celebrare il suo 35esimo anniversario.

L’inaugurazione della statua è stata preceduta da una piccola cerimonia aperta dal saluto del presidente della sezione Virgilio Pirastru, del sindaco di Ozieri Marco Murgia e del vescovo monsignor Corrado Melis, che in seguito ha benedetto l’opera e, con essa, il grande lavoro della sezione locale dell’Associazione italiana donatori di organi, intitolata ad Andreina Deledda. Prima della consegna delle targhe ai familiari di Andreina, Alberto, Alessandro, Antonello, Bastiano, Claudio, Franca, Gino, Giuseppina, Pier Mario, Rosa, Salvatore e don Paolo Sini - quest’ultima ricevuta dal vescovo Melis - è stata data lettura da parte della professoressa Piera Pias di alcune delle poesie dedicate alla donazione composte dai ragazzi delle scuole elementari e medie. Un esempio del lavoro di sensibilizzazione che l’Aido di Ozieri svolge in città e nel territorio a cominciare proprio dalle scuole di ogni ordine e grado dove nei giorni scorsi il sodalizio si è recato per consegnare a ogni studente un agenda con il logo del sodalizio. Doni che simboleggiano il ringraziamento ai donatori, «che con un gesto di grande generosità hanno fatto sì che tanti malati in attesa di trapianto potessero continuare a vivere» e di sensibilizzazione alla donazione rivolta ai ragazzi, che negli anni sono stati spesso destinatari, così come il resto della popolazione, delle iniziative di informazione e sensibilizzazione «in modo che la loro possa essere una scelta consapevole».

L’Aido oggi in Italia conta 1 milione e 400mila soci che hanno dichiarato la loro volontà a donare «e ogni anno - dicono i vertici Aido - ci sono più di ottomila cittadini italiani in lista d’attesa per una chiamata che salverà loro la vita e li restituirà alle loro famiglie, al lavoro e agli amici, quindi ad una migliore qualità della vita». La cerimonia, salutata da una bella giornata di sole, si è svolta alla presenza delle autorità civili e militari e di pubblico composto da soci, familiari di donatori e di trapiantati e cittadini.

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