Adolescenti, un progetto per potenziare l’autostima

Ozieri, il Lares lancia l’iniziativa sociale ed educativa “So-Stare” rivolta ai ragazzi  Saranno coinvolti gli alunni delle scuole medie di nove comuni del distretto Plus 

OZIERI. Curare le relazioni tra adolescenti è diventato ancora più difficile in questo momento storico condizionato dalla pandemia, e per stimolare i ragazzi a legarsi tra di loro e con gli adulti con naturalezza e senza condizionamenti è nato un nuovo progetto del centro per la famiglia Lares del Plus del distretto sanitario di Ozieri. Si chiama “So-Stare”, e partirà da una serie di incontri nel territorio rivolti a giovani delle scuole medie del distretto e ai loro genitori. Un progetto di empowerment, ovvero di potenziamento di capacità già in possesso, «volto – come spiegano gli operatori del Lares – a rafforzare le competenze socio relazionali, di problem solving e collaborazione, ad aumentare la capacità di gestire attivamente la propria vita, avere fiducia nelle proprie abilità, prendere decisioni in modo consapevole». Al progetto prenderanno parte tutte le classi delle scuole secondarie di primo grado dei comuni di Benetutti, Bono, Bultei, Ozieri e Chilivani, Illorai, Mores, Nule, Tula. Qui i ragazzi saranno divisi in gruppi/classe e parteciperanno a un percorso di educazione non formale di tre incontri che in cui saranno proposte attività di gruppo alternate a momenti di riflessione individuali e di condivisione collettiva. «L’approccio prevalente – dicono ancora dal Lares – sarà quello dell’apprendimento esperienziale, che fa leva sulle esperienze vissute, coinvolge a livello fisico-emotivo-cognitivo, favorisce la partecipazione attiva dei ragazzi e ragazze presenti e li rende protagonisti del processo di crescita in cui sono impegnati».

Ogni percorso con i singoli gruppi classe sarà seguito da una proposta di intervento per i genitori, che sarà declinata in base a cosa emergerà dal lavoro fatto con i giovani. L’obiettivo, come accennato, è quello di invertire la tendenza, nata e cresciuta negli ultimi due anni con la pandemia, che ha visto soprattutto i ragazzi «chiudersi in se stessi nell’intento di tutelare la propria salute e rispettare le nuove regole sociali», cosa che ha portato a «perdere la naturalezza nel creare o mantenere relazioni».

«Stiamo vivendo un momento epocale – è il presupposto – di costruzione di una nuova normalità; dotarci di strumenti personali che ci aiutino ad affrontare il presente diventa fondamentale per stare bene, sentirci padroni della nostra vita, aumentare la fiducia negli altri. I giovani, nel pieno della loro età evolutiva, hanno risentito di questo periodo, vivendo in modo anomalo e con modalità inaspettate tappe importanti della loro crescita». Il percorso inizierà a febbraio e si concluderà ad aprile. Questa prima edizione fornirà elementi utili per monitorare il benessere delle comunità coinvolte e per progettare nuovi interventi da rivolgere non solo ai giovani e ai loro genitori, ma anche ai professionisti del settore socio-educativo.

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