«Materno, lavori di nuovo bloccati»

Il sindaco: «Forse è un bene per la città, quello che serve è il nuovo ospedale che la Regione si è impegnata a realizzare»

SASSARI. Il nuovo blocco ai lavori per il “Materno infantile” di viale San Pietro? Potrebbe non risolversi facilmente e, paradossalmente, per la città potrebbe essere una buona notizia. Parole del sindaco Nanni Campus che, con la consueta schiettezza, ha aggiornato il consiglio comunale sullo stato dell’arte del maxi progetto che non ha mai nascosto di non amare, e che sembra essersi incagliato nell’ennesima secca. Relazione preceduta dal motivo per cui il disastro potrebbe trasformarsi in opportunità: «Sassari – ha detto il sindaco – ha bisogno di un nuovo ospedale, che ospiti quello che è diventato il primo hub dell’Isola. Su questo ci sono stati impegni, anche recenti, della Regione. Anche se al momento a questi impegni non è seguito lo stanziamento di nemmeno un euro. Noi stiamo portando avanti un’azione pressante perché la Regione inizi a mettere le carte in tavola. A inziare dal luogo dove, questo ospedale, vuole realizzare per permetterci di esaminare se questo sia coerente col piano di sviluppo della città e con le criticità del suo assetto idrogeologico». «Una volta che entreremo nel merito – ha proseguito Campus – c’è la possibilità che anche il progetto del Materno infantile, con la sua dote milionaria ancora a disposizione, possa confluire nel progetto del nuovo ospedale, impedendo di realizzare una struttura che non risolverebbe molti dei problemi dell’attuale assetto, diviso in più strutture distanti tra loro. Basti pensare che il solo trasporto dei pazienti tra un reparto e l’altro costa 600mila euro all’anno per le ambulanze, una vera assurdità».

Poi l’aggiornamento sul nuovo Materno infantile, finanziato dall’allora assessore Dirindin con 95 milioni di euro. La sua costruzione sarebbe dovuta partire già nel 2017 preceduta dall’abbattimento del Palazzo rosso di viale San Pietro. Però solo il 15 giugno del 2018 c’è stata la consegna ufficiale dei lavori, alla quale avevano presenziato anche l’allora presidente della giunta regionale Francesco Pigliaru, l’assessore alla Sanità Luigi Arru, i vertici dell’Aou, il rettore Massimo Carpinelli, il sindaco Nicola Sanna e il rappresentante dell’associazione temporanea di imprese che aveva vinto l’appalto da 71 milioni di euro, su 95 i disponibili. E cioè la capogruppo Salc spa, la Gemmo spa e l’impresa Giuseppe Angius costruzioni srl, con il raggruppamento dei professionisti Mythos Consorzio Stabile Scarl e Geo Engineering srl.

«Il lavoro è stato diviso in lotti – ha ricordato Campus – ma, concluso l’abbattimento del fatiscente Palazzo rosso, tutto si è fermato per una lunga querelle sul fatto se servisse o meno la valutazione di impatto ambientale per proseguire. Risolto questo (non serviva) è sorto un nuovo problema tra società appaltante e le imprese. A ballare sono 12 milioni e 700mila euro di differenza. Che la Rti chiede per la ricalibrazione del progetto, per cui ha presentato un nuovo esecutivo».

«Sul tema – ha spiegato Campus – è stato chiamato a pronunciarsi un collegio consultivo tecnico, una sorta di arbitrato formato da professionisti pagati dall’Aou e dalle ditte. Questo collegio dovrà dire se il progetto vale quei 12 milioni e mezzo in più. C’è da dire che questi fondi uteriori al momento non ci sono, per cui anche se le imprese avessero ragione, comunque il cantiere di bloccherebbe».

«Ora non so se preoccuparmi o rallegrarmi – ha chiuso il sindaco –. Il nostro Materno è in una situazione vergognosa, questo è vero, ma davvero sarebbe un errore fare un nuovo blocco senza una visione di insieme golbale. Quello che davvero auspico è che la Regione in tempi rapidi sblocchi la partita del nuovo ospedale. E rimetta insieme lo spezzatino che è il vero freno di una sanità che è comunque di eccellenza».

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