Monsignor Soddu a Chiaramonti: «Vi porterò nel cuore»

CHIARAMONTI. Una bella giornata di sole e il calore di tutta la comunità hanno accolto monsignor Francesco Soddu in visita domenica al suo paese natìo, Chiaramonti, dopo la nomina a vescovo della...

CHIARAMONTI. Una bella giornata di sole e il calore di tutta la comunità hanno accolto monsignor Francesco Soddu in visita domenica al suo paese natìo, Chiaramonti, dopo la nomina a vescovo della diocesi di Terni-Narni-Amelia in Umbria. «Ovunque mi sento a casa ma qui lo sono veramente – ha esordito Soddu –. Qui sono nato e cresciuto. Questi giardini mi hanno visto giocare da fanciullo». Un legame mai interrotto.

Anche prima della sua partenza per l’Umbria, aveva voluto salutare e celebrare nella parrocchia che lo ha visto officiare la prima messa da sacerdote. Un legame che da vescovo di fresca nomina si riveste di una nuova luce. Dopo i saluti a nome dell’amministrazione comunale da parte dell’assessora Tina Urgias e la consegna di alcuni doni ( un tappeto sardo e una targa ricordo), Soddu ha celebrato la messa pontificale accompagnata dai Cori Doria e de Tzaramonte. Sul petto la croce donata dalla parrocchia di San Matteo; a fianco il simulacro della Madonnina del Carmelo alla quale è sempre stato particolarmente devoto, fin da piccolo. Un’omelia sulla parola del Vangelo quale fondamento, valore di vita e legame per la comunità cristiana. «La parola di Dio è fonte di gioia – ha predicato monsignore –. I dubbi sono legittimi nella nostra vita, ma dobbiamo indagare e trovare la luce in Gesù. Noi comunità di Chiaramonti, che cosa ci rende uniti? Tutt’altro o la parola di Dio? Se è tutt’altro, i legami sono insani, frutto di una spiritualità mondana. Come ha detto il Papa nel cinquantesimo anniversario della Caritas italiana “bisogna guardare il mondo con gli occhi dei poveri”».

Il parroco don Angelo lo ha ringraziato per aver permesso di scrivere e condividere una pagina importante della storia di Chiaramonti. Il cantautore Franco Sechi ha reso qualche testimonianza sull’allora don Francesco a capo della Caritas diocesana di Sassari, sempre pronto ad aiutare gli ultimi».

«Con questa celebrazione, come 62 anni fa quando sono nato, viene reciso un altro cordone ombelicale perché ora sono pastore di un’altra diocesi, anche se vi porto sempre nel cuore», ha concluso monsignor Soddu ringraziando Dio per i tanti doni che gli ha voluto concedere, «ultimo questa bella giornata».

Letizia Villa

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