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Sassari

Codrongianos, la violenza scoperta per caso

Codrongianos, la violenza scoperta per caso

In aula la testimonianza degli inquirenti che individuarono i due presunti responsabili dello stupro

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SASSARI. Fu uno sfogo della vittima, captato durante un’intercettazione telefonica dai carabinieri di Porto Torres impegnati nell’ambito in un’indagine su un presunto traffico di droga, a far scattare l’inchiesta per violenza sessuale. Hanno spiegato in aula come arrivarono a identificare i due presunti violentatori ieri mattina davanti al collegio presieduto da Elena Meloni (a latere Valentina Nuvoli e Claudia Sechi) gli investigatori dei carabinieri che svolsero le indagini per il presunto stupro della donna dell’oristanese che sarebbe stata violentata a Codrongianos da un uomo conosciuto su Facebook e da un suo amico. Ieri i carabinieri di Codrongianos hanno illustrato i vari accertamenti effettuati durante le indagini e le ricerche di uno dei due imputati che per un lungo periodo si rese latitante, fino all’arresto a Lisbona dell’estate scorsa. Sul banco degli imputati, difesi dagli avvocati Claudio Mastandrea, Salvatore Dettori e Pietro Cherchi, ci sono due 33enni originari del Marocco, Redouane El Hani e Mohamed Laaraj. Per loro l’accusa è di violenza sessuale di gruppo. La vittima aveva conosciuto uno dei due imputati su Facebook, poi si erano incontrati a casa dell’uomo a Codrongianos e l’appuntamento si era trasformato in un incubo. Stando alle ricostruzioni dell'accusa i due avrebbero abusato sessualmente della donna, riprendendo i rapporti con i loro telefonini e minacciandola di mostrare le foto a sua figlia, se mai le fosse venuto in mente di denunciarli. Lei aveva taciuto, ma a portare alla luce la vicenda erano poi state le intercettazioni telefoniche dei carabinieri, ai quali poi aveva confermato tutto. (l.f.)

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