Tutto il mondo dello sport per l’addio a Vitiello
Ieri a Santa Maria folla commossa ai funerali di Angelo, punto di riferimento del basket in carrozzina
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SASSARI. C’erano gli amici della pallacanestro in carrozzina, c’era il mondo dello sport che tanto gli ha dato e al quale lui tanto ha dato, c’era soprattutto quella Sassari che insieme a lui intorno a un tavolo scherzava e rideva con intelligenza ma soprattutto faceva, concretamente, come lui ha sempre fatto. Ieri mattina nella chiesa di Santa Maria di Bethlem l’ultimo saluto ad Angelo Vitiello, vincente del basket in carrozzina e dello sport declinato al sociale.
A fare da ala al feretro gli amici dell’Ordine di Malta, ad abbracciare la moglie Rita in una chiesa gremita i dirigenti dell’associazionismo civile e paralimpico che hanno sempre avuto in Vitiello un punto di riferimento certo e uno sprone. L’ultima sua invenzione – come sempre riuscita – era stata la kermesse di Tottumpare che dal nord al sud dell’isola ha unito normodotati e disabili nel gioco con il tiro con l’arco, il calciobalilla e il tennistavolo, sotto la sigla della società Sandalyon Sassari.
Resterà nella storia per gli scudetti e le coppe europee vinte con l’Anmic Sassari, una delle glorie sportive cittadine. Resterà nel cuore degli amici per il sorriso con il quale sino alla fine ha sempre condiviso idee, progetti e sogni. Sempre in prima linea a testa alta, da dirigente del Panathlon ha contribuito di recente alla rinascita dello storico premio Arciere d’oro. Ieri lo hanno salutato gli amici del basket, dello judo, del volley. C’era tutto lo sport che non dimentica Angelo Vitiello: sulla sua carrozzina ha portato Sassari sempre un po’ più avanti, in campo e fuori dal campo.
A fare da ala al feretro gli amici dell’Ordine di Malta, ad abbracciare la moglie Rita in una chiesa gremita i dirigenti dell’associazionismo civile e paralimpico che hanno sempre avuto in Vitiello un punto di riferimento certo e uno sprone. L’ultima sua invenzione – come sempre riuscita – era stata la kermesse di Tottumpare che dal nord al sud dell’isola ha unito normodotati e disabili nel gioco con il tiro con l’arco, il calciobalilla e il tennistavolo, sotto la sigla della società Sandalyon Sassari.
Resterà nella storia per gli scudetti e le coppe europee vinte con l’Anmic Sassari, una delle glorie sportive cittadine. Resterà nel cuore degli amici per il sorriso con il quale sino alla fine ha sempre condiviso idee, progetti e sogni. Sempre in prima linea a testa alta, da dirigente del Panathlon ha contribuito di recente alla rinascita dello storico premio Arciere d’oro. Ieri lo hanno salutato gli amici del basket, dello judo, del volley. C’era tutto lo sport che non dimentica Angelo Vitiello: sulla sua carrozzina ha portato Sassari sempre un po’ più avanti, in campo e fuori dal campo.
