«No agli scritti nell’esame di Stato»
La protesta del Movimento associativo degli studenti e di Alleanza studentesca
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SASSARI. Movimento associativo degli studenti e Alleanza studentesca in campo contro la Maturità 2021-2022
«I movimenti studenteschi – scrivono in una nota – espressione della volontà studentesca di Sassari e Alghero, ritengono la formula dell’esame di stato dell’anno scolastico 2021-22 proposta dal ministero inadeguata al particolarissimo ed attuale periodo storico di pandemia. Difatti, la perdita di didattica e formazione, scaturita a seguito del primo lockdown e delle misure di contenimento pandemico della Dad e Ddi, rende impossibile svolgere al meglio una seconda prova scritta concernente le materie di indirizzo per gli studenti, peraltro priva di carattere nazionale in quanto rimandata alla discrezione delle singole commissioni interne».
«Inoltre – continuano gli studenti – la distribuzione dell’attribuzione del credito scolastico valorizzante l’esame in sé, come sola performance di una giornata con più della metà della valutazione complessiva, è totalmente discordante con le dichiarazioni e gli intenti di valorizzazione dello studente proclamati più volte dal ministero».
«Infatti, gli studenti, e noi come loro rappresentanti, hanno manifestato ampiamente dissenso e ancora lo faranno, con accenno a quanto successo a Roma in questi giorni, finché il ministero non si dimostrerà effettivamente aperto a concrete modifiche riguardo lo svolgimento dell’esame».
«I movimenti studenteschi – scrivono in una nota – espressione della volontà studentesca di Sassari e Alghero, ritengono la formula dell’esame di stato dell’anno scolastico 2021-22 proposta dal ministero inadeguata al particolarissimo ed attuale periodo storico di pandemia. Difatti, la perdita di didattica e formazione, scaturita a seguito del primo lockdown e delle misure di contenimento pandemico della Dad e Ddi, rende impossibile svolgere al meglio una seconda prova scritta concernente le materie di indirizzo per gli studenti, peraltro priva di carattere nazionale in quanto rimandata alla discrezione delle singole commissioni interne».
«Inoltre – continuano gli studenti – la distribuzione dell’attribuzione del credito scolastico valorizzante l’esame in sé, come sola performance di una giornata con più della metà della valutazione complessiva, è totalmente discordante con le dichiarazioni e gli intenti di valorizzazione dello studente proclamati più volte dal ministero».
«Infatti, gli studenti, e noi come loro rappresentanti, hanno manifestato ampiamente dissenso e ancora lo faranno, con accenno a quanto successo a Roma in questi giorni, finché il ministero non si dimostrerà effettivamente aperto a concrete modifiche riguardo lo svolgimento dell’esame».
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