Via Ponte Romano: scavi bloccati
La protesta dei titolari delle attività commerciali. «Siamo stati presi in giro»
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PORTO TORRES. La disillusione e la rabbia. Residenti e commercianti dell'area di via Ponte Romano attendevano con trepidazione la ripresa degli scavi archeologici annunciata per fine gennaio. Una ripresa che giustificasse i quasi due anni di chiusura - per loro immotivata - della strada.
Invece, ancora una volta, sono rimasti delusi e adesso non mancano di mostrare la loro insoddisfazione. Nell’estate 2020 erano riemersi i resti di antiche strutture e soprattutto un meraviglioso mosaico databile alla media età imperiale romana. Pur in presenza di un ritrovamento eccezionale, subito si erano sollevate obiezioni in merito alla chiusura della via: tanti temevano quanto poi effettivamente si è verificato. Oggi la recinzione si presenta precaria, la sera non si individua facilmente tanto che qualcuno in piena notte l'ha centrata quasi sfondandola. All'interno è cresciuta l'erba e, un simbolo della stasi, il cartello inerente i lavori da mesi giace sull'asfalto.
«Via Ponte Romano è rimasta chiusa troppo a lungo, è stata ed è un’arteria fondamentale per il flusso di turisti in entrata e uscita dai due porti – premette Francesco Rozzo, titolare dell'omonima pasticceria – purtroppo dopo la chiusura si sono visti i disagi ripercuotersi su residenti e turisti. Il mosaico scoperto è d'indubbio valore, ma mi dispiace non si sia trovato un punto d’incontro tra le esigenze della città di tenere attiva un’arteria fondamentale e quella di proseguire gli scavi».
Anche Francesco Murabito auspica una soluzione «per tutti i residenti che sono penalizzati», sottolineando la necessità di «sistemare la strada che gira intorno alla stazione e s'immette in via delle Terme, totalmente rovinata». Mentre Roberto Sini, titolare dell'Autolavaggio, attacca: «La chiusura della strada ci ha creato un disagio importantissimo. Soprattutto, il rione non può essere ostaggio delle transenne. Serve una soluzione». E una soluzione potrebbe essere il prolungamento di Via Foscolo nel parcheggio de La Piccola per collegarsi direttamente a via Bassu: in mancanza di alternative, tutti si trovano d'accordo.
Emanuele Fancellu
Invece, ancora una volta, sono rimasti delusi e adesso non mancano di mostrare la loro insoddisfazione. Nell’estate 2020 erano riemersi i resti di antiche strutture e soprattutto un meraviglioso mosaico databile alla media età imperiale romana. Pur in presenza di un ritrovamento eccezionale, subito si erano sollevate obiezioni in merito alla chiusura della via: tanti temevano quanto poi effettivamente si è verificato. Oggi la recinzione si presenta precaria, la sera non si individua facilmente tanto che qualcuno in piena notte l'ha centrata quasi sfondandola. All'interno è cresciuta l'erba e, un simbolo della stasi, il cartello inerente i lavori da mesi giace sull'asfalto.
«Via Ponte Romano è rimasta chiusa troppo a lungo, è stata ed è un’arteria fondamentale per il flusso di turisti in entrata e uscita dai due porti – premette Francesco Rozzo, titolare dell'omonima pasticceria – purtroppo dopo la chiusura si sono visti i disagi ripercuotersi su residenti e turisti. Il mosaico scoperto è d'indubbio valore, ma mi dispiace non si sia trovato un punto d’incontro tra le esigenze della città di tenere attiva un’arteria fondamentale e quella di proseguire gli scavi».
Anche Francesco Murabito auspica una soluzione «per tutti i residenti che sono penalizzati», sottolineando la necessità di «sistemare la strada che gira intorno alla stazione e s'immette in via delle Terme, totalmente rovinata». Mentre Roberto Sini, titolare dell'Autolavaggio, attacca: «La chiusura della strada ci ha creato un disagio importantissimo. Soprattutto, il rione non può essere ostaggio delle transenne. Serve una soluzione». E una soluzione potrebbe essere il prolungamento di Via Foscolo nel parcheggio de La Piccola per collegarsi direttamente a via Bassu: in mancanza di alternative, tutti si trovano d'accordo.
Emanuele Fancellu
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