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Sassari

Sassari, la Cittadella esce dalle nebbie

di Giovanni Bua
Sassari, la Cittadella esce dalle nebbie

Il Pd incontra i vertici del Demanio: «Massimo interesse per portare a compimento la riqualificazione»

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SASSARI. Il “progetto Cittadella” esce dalle nebbie. Sull’onda della reazione della comunità sassarese alla notizia che il piano di riqualificazione dell’ex carcere di San Sebastiano, e la sua trasformazione nella sede di tutti gli uffici giudiziari cittadini, si fosse persa nelle nebbie: definanziata dall’ottobre 2018 (pochi mesi dopo la firma del protocollo che ne sanciva la nascita) dimenticata a tutti i livelli politici e istituzionali.

Un progetto da 20 milioni finito in un binario morto, ma mai ufficialmente “ammazzato”, che ora torna in pista. Il disco verde è di quelli che conta e arriva dalla Direttrice dell’Agenzia del Demanio Regionale, Rita Soddu, rientrata nell’Isola di recente dopo una parentesi in Piemonte e Valle d'Aosta, e firmataria dell’accordo di programma dell’agosto 2018 e tra le più convinte sostenitrici della riconversione dell’ex carcere cittadino.

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Sostegno che la dirigente ha ufficialmente confermato in un incontro, giovedì a Cagliari, con l’ex sindaco e consigliere regionale Gianfranco Ganau e Fabio Pinna portavoce del gruppo consiliare del Pd Sassarese, al quale erano presenti anche il vice direttore regionale Gianluca Palla, il responsabile dei servizi tecnici dell’Agenzia Demanio Regionale Nicola Ligas e Pietro Arrica Responsabile dell’Unità Organizzativa Servizi Territoriali di Sassari.

«Abbiamo registrato – raccontano Ganau e Pinna –, in un clima di assoluta collaborazione e cordialità, l’assoluto interesse da parte dell’Agenzia del Demanio (ricordiamo stazione appaltante e coordinatrice del tavolo tecnico con la Conferenza permanente degli uffici giudiziari) nel confermare gli impegni assunti con la città nel 2018 avendo già, nei giorni scorsi, richiesto il necessario assenso alle Direzioni del Governo e Servizi al Patrimonio dell’Agenzia del Demanio di Roma per avere la necessaria copertura finanziaria utile al completamento delle attività di messa in sicurezza e bonifica già avviate, al completamento delle fasi di progettazione preliminare, alla promozione del concorso di progettazione per l’individuazione del miglior progetto di recupero e riconversione dell’immobile e, quindi, all’avvio delle opere per la riqualificazione e restituzione alla città degli spazi dell’ex carcere di San Sebastiano, realizzando così la tanto attesa “Cittadella Giudiziaria” in pieno centro cittadino». Insomma, tutti gli obiettivi che l’accordo di programma del 2018 si prefiggevano sono confermati, con il Demanio che intende ritornare protagonista nel mettere a correre un progetto che considera «esemplare».

Sui reali motivi del blocco nessun cenno. Ma la direttrice avrebbe completamente sgombrato il tavolo da presunti stop imposti della Soprintendenza, paventati a livello ministeriale ma mai entrati in nessun documento ufficiale. «Ci è stato detto – continuano – che ogni difficoltà derivante dagli aspetti storici ed architettonici della struttura dell’ex Carcere era stata studiata, valutata, affrontata e risolta grazie ad un dettagliato e qualificato lavoro svolto in collaborazione con Soprintendenza già negli anni precedenti alla firma dell’accordo di programma del 2018. Convergenza di vedute e soluzioni che si ritiene siano confermate anche ora e nelle fasi successive a questa azione di rilancio del progetto».

Il passo fatto è importante, ma il cammino è ancora lungo. Anche per questo, parallelamente all’incontro cagliaritano, il deputato Gavino Manca ha protocollato un’interrogazione urgente nella quale chiede che il ministro della Giustizia convochi un tavolo di confronto tra le istituzioni per salvare il progetto di riqualificazione. «È necessario che il ministero trovi le soluzioni adeguate per confermare la destinazione dei fondi - dice Manca –. Si tratta di un'opera strategica per un definitivo rilancio del tessuto socio-economico della città».

Una pressione su tutti i fronti con la «chiamata alle armi» che i Dem allargano a tutta la città: «Naturalmente resta confermata l’intenzione di tutti – spiegano – di collaborare e mantenere l’impegno di partecipare ad un largo fronte comune che unisca le forze politiche che rappresentano la città in ogni livello e aprire alla partecipazione dei portatori d’interesse in città».
 

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