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Sassari

Collina dei veleni, salta la requisitoria

Collina dei veleni, salta la requisitoria

La difesa si oppone alle produzioni dell’avvocatura dello Stato. Slitta l’udienza

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SASSARI. Le nuove produzioni presentate dall’avvocato dello Stato Gian Domenico Tenaglia e acquisite ieri mattina nel fascicolo del dibattimento hanno fatto slittare le discussioni del pubblico ministero Enrica Angioni e dei legali delle parti civili nel processo contro quattro ex dirigenti della Syndial. Sul banco degli imputati ci sono Gianluca D’Aquila, Luigi Volpe, Francesco Misuraca e Giovanni Milani (difesi dagli avvocati Piero Arru, Fulvio Simoni e Luigi Stella), accusati dalla Procura di disastro ambientale perché non avrebbero posto in essere la manutenzione, la sorveglianza e i controlli della discarica nella zona industriale di Porto Torres, in località “Minciaredda”.

E sono stati proprio gli avvocati degli imputati, nell’udienza di ieri, a chiedere al collegio presieduto da Mauro Pusceddu i termini a difesa per poter consultare le ultime produzioni. I giudici si sono ritirati in camera di consiglio e successivamente hanno deciso di accogliere la richiesta dei difensori. Facendo storcere il naso all’avvocato Tenaglia, pronto a discutere per conto del ministero dell’Ambiente.

Nel procedimento sono parti civili anche i Comuni di Sassari e di Porto Torres, l’Ente Parco dell’Asinara, la Regione e il Wwf. L’area in questione era una discarica non autorizzata, già messa sotto sequestro nel 2014 dai carabinieri del Noe di Sassari, e caratterizzata da rifiuti speciali anche pericolosi di origine industriale, privi di copertura e di alcuna opera di regimazione idraulica delle acque meteoriche con conseguente elevata contaminazione delle acque sotterranee.

Gli imputati hanno sempre respinto le accuse sostenendo la bontà dei progetti di bonifica redatti al loro arrivo a Porto Torres e approvati dagli enti che consentirono di realizzare le attività necessarie. (na.co.)

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