La Nuova Sardegna

Sassari

«Aiutateci a trovare Gavinuccio»

di Luigi Soriga
«Aiutateci a trovare Gavinuccio»

Appello dei parenti alle forze dell’ordine: mobilitate i cani molecolari e supportateci nelle ricerche

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SASSARI. «Cosa c’è di più bello nel svegliarsi al mattino e vederci vicini io e te. Cosa c’è di più bello che svegliarsi al mattino e vederci sorridere...».

È un’anima bella, Gavinuccio Canu, come questo verso della sua canzone. La traccia finora più evidente della sua sparizione, è una scia densa di affetto che si lascia alle spalle. Si sparge lungo le strade, tracima nelle campagne, impregna anche i social. Sono davvero tante le persone che hanno incrociato questo piccolo grande cantastorie nel suo arzigogolato viaggio musicale e che hanno imparato a volergli bene. E che ora lo cercano in lungo in largo, dall’8 febbraio, tra Sassari, Platamona, Scala di Giocca, Sorso, Porto Torres, Alghero, Santa Maria La Palma, setacciando palmo a palmo ogni anfratto e ogni cespuglio.

Ma finora, da nove giorni, non c’è più alcun avvistamento. Resta l’assoluto mistero di un uomo benvoluto, senza nemici, con pochi soldi in tasca, che una mattina saluta il padre 84enne col quale vive, lascia il cellulare a casa, lui preciso e metodico incapace di una simile dimenticanza, e svanisce nel nulla. Dice il cugino Gerry: «Martedì 8 febbraio alle 12,30 ha chiesto un passaggio a un amico che da Li Punti, dove abita, lo ha accompagnato a Santa Maria. Poi da lì a piedi si è incamminato ai giardini, dove ha incontrato un altro conoscente. Dopodiché si sposta verso le Conce, e una sua zia attorno alle 14,20 lo vede passeggiare in via Piandanna all’altezza dell’Orto Botanico. Poi un altro avvistamento alle 16,30 vicino all’Agenzia delle Entrate, e ancora alle 17,45 due signore lo incrociano ancora in via Piandanna all’altezza di Lu Regnu. Cammina con passo svelto, ha uno sguardo corrucciato. Da quel momento in poi è sparito nel nulla. Tutte le segnalazioni che abbiamo ricevuto si sono rivelate inattendibili». L’anziano padre, dal primo giorno, ha denunciato la scomparsa. «Noi parenti e tutti gli amici non ci diamo pace. Io quel martedì notte ho preso una torcia e ho provato a cercarlo nelle campagne di Piandanna. Ma è come un ago in un pagliaio, perché è un’area sterminata». I vigili urbani, la protezione civile, i barracelli, e molti amici, conoscenti e volontari si trasformano in segugi che perlustrano le campagne. Vengono utilizzati anche i droni, e i voli e le ricerche si concentrano soprattutto nell’area degli ultimi avvistamenti: «Ma siamo un piccolo esercito senza una guida – si lamenta Gerry – ci manca un coordinamento che ci indirizzi in maniera efficace. Così stiamo sprecando tante energie e soprattutto tempo prezioso. A parte i vigili urbani non vedo grande impegno da parte delle altre forze dell’ordine. Il caso viene trattato come un allontanamento volontario. Non sono state mobilitate le unità cinofile da Cagliari. I cani molecolari sarebbero disponibili, ma manca un’autorizzazione formale che non arriva. Finora i cani che ci hanno aiutato sono di volontari provenienti da tutta l’isola, che hanno capito la nostra disperazione e ci hanno dato il loro sostegno. Io non so cosa possa essere accaduto. Più passano i giorni e più ho un brutto presentimento. Gavinuccio qualche giorno prima era andato dal medico per una infiammazione alla lingua. Gli si era spezzato un dente, e probabilmente si è procurato delle piccole lesioni che poi si sono infettate. Non riusciva a parlare bene e la voce gli si era abbassata. Per lui la musica e il canto era la vita. Probabilmente era molto preoccupato per questo malessere. Però dalla prescrizione medica si capisce che non era nulla di grave, niente di non risolvibile con degli antibiotici. Gavinuccio non sembrava così depresso da fare qualche sciocchezza. Non aveva dato alcun segnale di instabilità, anche i suoi amici non riescono a darsi spiegazioni». Però allo stesso tempo, Gavinuccio Canu non è una persona che passa inosservata. Vestito sempre di nero, dark nell’anima, giubbotto in pelle, anfibi, pelato con una barba grigia lunga, curata e appuntita. L’aurea di artista marchiata a fuoco. Non è uno che scivola nell’indifferenza. «È questa la nostra preoccupazione. E se anche gli fosse successa qualcosa di brutto, non dormo all’idea di non riuscire a trovarlo. Quelle campagne sono piene di animali, e questo pensiero mi sconvolge. Una persona così buona e benvoluta, anche nella peggiore delle ipotesi, meriterebbe una sepoltura dignitosa. Per questo chiedo che le ricerche vengano intensificate, che si mobilitino i cani molecolari e che Gavinuccio non venga abbandonato. Sperando sempre che si sia solo voluto prendere una pausa, e che presto ci dia sue notizie».

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