Donne schiave, lunga requisitoria del pm della Dda
SASSARI. Giovanissime, vendute dalle loro famiglie molto povere per 1500 o 2000 euro a un’organizzazione criminale che operava in tutta Italia e nel Nord Sardegna, tra Sassari e Olbia. È proseguita...
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SASSARI. Giovanissime, vendute dalle loro famiglie molto povere per 1500 o 2000 euro a un’organizzazione criminale che operava in tutta Italia e nel Nord Sardegna, tra Sassari e Olbia.
È proseguita ieri e si concluderà a fine marzo la requisitoria del pm della Dda di Cagliari Paolo De Angelis nel processo per la riduzione in schiavitù di donne prevalentemente nigeriane costrette a prostituirsi, “affidate” alle madame meretrici che le tenevano sotto controllo con la minaccia di utilizzare riti magici e pozioni qualora avessero disobbedito provando ad allontanarsi dalla strada. E, come se non bastasse, date in spose a mariti consenzienti – rigorosamente italiani – al prezzo di circa 7mila euro per ottenere la cittadinanza. A luglio del 2012 i carabinieri del nucleo investigativo di Sassari in collaborazione con i colleghi di Olbia e della penisola avevano portato a termine un’importantissima operazione. Diciassette le persone arrestate (15 nigeriani e due italiani, gli stessi finiti a processo) con le accuse di associazione per delinquere finalizzata al traffico di esseri umani, riduzione e mantenimento in schiavitù, tratta di persone, reati in materia di prostituzione e favoreggiamento dell’immigrazione clandestina. L’attività investigativa era stata chiamata “Terra promessa 2” ed era la seconda fase di un’indagine cominciata nel 2006 in seguito alla denuncia di una nigeriana che, arrivata clandestinamente a Olbia con la promessa di un lavoro regolare, era stata invece costretta a prostituirsi.
È proseguita ieri e si concluderà a fine marzo la requisitoria del pm della Dda di Cagliari Paolo De Angelis nel processo per la riduzione in schiavitù di donne prevalentemente nigeriane costrette a prostituirsi, “affidate” alle madame meretrici che le tenevano sotto controllo con la minaccia di utilizzare riti magici e pozioni qualora avessero disobbedito provando ad allontanarsi dalla strada. E, come se non bastasse, date in spose a mariti consenzienti – rigorosamente italiani – al prezzo di circa 7mila euro per ottenere la cittadinanza. A luglio del 2012 i carabinieri del nucleo investigativo di Sassari in collaborazione con i colleghi di Olbia e della penisola avevano portato a termine un’importantissima operazione. Diciassette le persone arrestate (15 nigeriani e due italiani, gli stessi finiti a processo) con le accuse di associazione per delinquere finalizzata al traffico di esseri umani, riduzione e mantenimento in schiavitù, tratta di persone, reati in materia di prostituzione e favoreggiamento dell’immigrazione clandestina. L’attività investigativa era stata chiamata “Terra promessa 2” ed era la seconda fase di un’indagine cominciata nel 2006 in seguito alla denuncia di una nigeriana che, arrivata clandestinamente a Olbia con la promessa di un lavoro regolare, era stata invece costretta a prostituirsi.
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