La Nuova Sardegna

Sassari

Uno studioso del diritto che ha lasciato il segno

di Mario Bonu
Uno studioso del diritto che ha lasciato il segno

A Osilo la via intitolata a Giovanni Zirolia, celebre avvocato e politico di grido Esponente dei cattolici popolari, fu tra i fondatori del settimanale “Libertà”

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OSILO. Chi arriva da Sassari sulla vecchia Ss 127, all’ingresso del paesee prende a sinistra la via Brigata Sassari, prosegue su via Sassalu, poi svolta ancora a sinistra, si trova dentro un pezzo di storia, neppure fra le meno importanti per il Nord Sardegna. È la via intitolata a Giovanni Zirolia, avvocato, politico, storico del diritto, che ha attraversato la fine dell’800 e l’inizio del ‘900, lasciando una notevole traccia.

«Di quelli che possono dirsi ancora giovani – scriveva di lui Francesco Liperi Tolu nel 1913 – si distingue l’avvocato Giovanni Zirolia, ingegno d’artista, colto e studioso, specialmente di cose storiche, conoscitore profondo delle vicende storiche della Sardegna». Mentre Antonello Mattone e Pinuccia F. Simbula in “I settecento anni degli Statuti di Sassari”, attestano che «Zirolia risulta oggi uno studioso serio e più attento di altri, allora maggiormente noti nell’ambiente accademico e scientifico». Giovanni Zirolia era nato a Osilo nel 1868, figlio di Vincenzo e Maria Canalis, e nipote di un altro grande osilese: Pietro Canalis (1856-1939), igienista di fama internazionale a Genova. Zirolia, laureatosi in Giurisprudenza a Sassari nel 1889, si dedicò con successo alla professione di avvocato. Ma questo non gli impedì di impegnarsi in politica, nell’area dei cattolici popolari. Per trent'anni, dal 1893 al 1923, è consigliere provinciale di Sassari. Fu anche membro del consiglio provinciale scolastico, del consiglio d'amministrazione dell'Università di Sassari, presidente dell'Opera Maternità e infanzia. Agli inizi del '900 lo ritroviamo schierato contro il divorzio. Secondo quanto scrive Franco Atzeni in “Chiesa e cattolici in Sardegna tra ‘800 e ‘900”, nel 1902 la società operaia cattolica sassarese «organizzò manifestazioni di protesta e raccolte di firme contro il divorzio. … presidente onorario l’avv. Giovanni Zirolia, leader dei cattolici sassaresi». In quegli stessi anni collabora col quotidiano cattolico “L’Armonia Sarda”, fondato nel 1904, e nel 1910, insieme al teologo Damiano Filia e a Padre Giovanni Battista Manzella, è fra i fondatori del settimanale diocesano “Libertà”. Nel 1919 assume la direzione di “Riscossa Popolare”, uscito in occasione delle prime elezioni politiche del dopoguerra.

Quelle elezioni a cui, come ricorda ancora Franco Atzeni, «in molti paesi il Ppi non ottenne neppure un voto, neppure il voto dei parroci, secondo la prassi instauratasi, come ricorderà il segretario provinciale di Sassari del partito avv. Giovanni Zirolia, molti parroci continuarono a votare per “il deputato feudatario e governativo” per ottenere piccoli favori e finanziamenti». Con l’avvento del fascismo, Giovanni Zirolia si ritira a vita privata, seppure, come ricorda Giovanna Elies, fra il 1931 e il 1933 farà parte del Consiglio di Amministrazione della Università di Sassari. Ma nell’arco della sua vita, oltre all’avvocatura e all’impegno politico, Giovanni Zirolia si è dedicato alla storia del diritto, su cui vanta molte pubblicazioni. Fra le altre, “Sugli Stamenti di Sardegna” (1892), “Statuti inediti di Castel Genovese” (1898), “Stamenti Sardi” (1908), “L’origine dei gremi” di Sassari (1934). Così come ha sempre riservato un pensiero speciale al suo borgo natio. “Ah! Osilo nostra – scrive nel 1913 – tersa e fine, che tutte le notti spinge in alto le punte diritte del castello vetusto per sorprendere, impassibili, i segreti delle stelle! …Osilo blanda, cui sorride il primissimo raggio del sole”. Giovanni Zirolia muore a Sassari nel 1935. Alla sua memoria, il Salotto letterario ha intitolato la XIV edizione del Premio Letterario Osilo.

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