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Lesioni colpose, a Sassari assolti 2 chirurghi maxillo facciali

I medici avevano asportato delle piccole cisti dal cuoio capelluto di una paziente. Nella cicatrice si creò un’alopecia momentanea e la donna presentò denuncia


08 giugno 2022 di Nadia Cossu


SASSARI. A nove anni di distanza dal fatto contestato si è chiusa con un’assoluzione piena “perché il fatto non sussiste” la vicenda giudiziaria che aveva portato in un’aula di tribunale due medici sassaresi, con l’accusa di lesioni colpose.

Protagonista, come parte offesa, è una donna che nel 2013 si era sottoposta a un intervento nel reparto di Chirurgia maxillo facciale dell’Aou di Sassari per l’asportazione di piccole cisti dal cuoio capelluto. In seguito all’operazione eseguita dal chirurgo Olindo Massarelli e dalla sua assistente Roberta Gobbi rimase una cicatrice con conseguente alopecia.

La paziente, una 54enne gallurese, decise di denunciare entrambi i medici che quel giorno erano entrati in sala operatoria e a conclusione delle indagini preliminari erano finiti a giudizio. Secondo la Procura, infatti, la donna sarebbe stata sottoposta all’intervento di escissione delle cisti senza che i medici imputati «la informassero debitamente dei rischi di un tale intervento (anzi assicurando che si trattava di un intervento di routine di pochi minuti) e non facendole firmare – scriveva il pm nella citazione a giudizio – il prescritto consenso informato». Con queste “omissioni” le avrebbero «cagionato un’ampia lesione sul cuoio capelluto con alopecia momentanea».

Momentanea, appunto. Perché poi i capelli sarebbero ricresciuti. Ed è anche su questo aspetto che si erano soffermati nelle rispettive arringhe i difensori dei medici, gli avvocati Nicola Satta e Danilo Mattana, spiegando come su quella cicatrice siano poi effettivamente ricresciuti i capelli. Ma la donna, che si è costituita parte civile nel processo con l’avvocato Marco Palmieri, aveva raccontato di aver subito un grosso choc per quella circostanza.

In aula, davanti al giudice Giulia Tronci, nel corso del dibattimento sono stati sentiti diversi testimoni, tra cui la mamma della 45enne che aveva detto di aver accompagnato la figlia in ospedale per l’intervento. Un’operazione che, come lei stessa aveva riferito, durò più del previsto.

Ma lo stesso pubblico ministero Ilaria Achenza, non ravvisando alcuna responsabilità a carico dei due chirurghi, al termine della requisitoria ha chiesto l’assoluzione degli imputati. Richiesta alla quale si erano associati i legali di Massarelli e Gobbi che hanno sostenuto con forza l’estraneità dei propri assistiti rispetto alle accuse che erano state loro contestate. L’intervento fu cioè eseguito correttamente, nel rispetto di tutti i protocolli sanitari, e quel problema riportato dalla donna era stato “passeggero”. Nel capo di imputazione si parlava di una alopecia “non ancora guarita dopo novanta giorni” ma in seguito quel problema, come spiegato dai difensori, sarebbe rientrato.

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