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Sassari, disarmò un agente: giudizio immediato

Fissata l’udienza per il nigeriano di 27 anni che aveva cercato di sparare contro due poliziotti. L’accusa è tentato omicidio


13 aprile 2022 di Luca Fiori


SASSARI. Chiusura di indagini a tempo di record e giudizio immediato per Sylvester Osiomwan, il cittadino nigeriano di 27 anni che il 21 febbraio scorso era riuscito a disarmare un poliziotto all’interno della questura di Sassari e poi aveva tentato di sparare proprio contro il sovrintendente capo e un suo collega, prima di essere disarmato.

All’inizio di giugno l’uomo dovrà presentarsi in tribunale e affrontare il processo per tentato omicidio. Lo ha stabilito il giudice delle indagini preliminari Gian Paolo Piana che ha accolto la richiesta di giudizio immediato del titolare dell’inchiesta, il sostituto procuratore Angelo Beccu.

Dopo la follia andata in scena in questura, il 27enne si era reso protagonista - nell’arco di pochi giorni - anche di due brutali aggressioni all’interno del carcere di Bancali ai danni degli agenti della polizia penitenziaria. Dopo il secondo episodio la direzione dell’istituto di pena aveva disposto il suo trasferimento e ora l’uomo è rinchiuso nel carcere di Uta.

La mattina del 21 febbraio scorso Sylvester Osiomwan (difeso dall’avvocato Gavinuccia Arca) si era recato in questura per avere informazioni sulla sua pratica di protezione internazionale. Quando gli agenti in servizio all’ufficio immigrazione gli avevano spiegato che la sua richiesta era stata rigettata e che si sarebbe dovuto presentare qualche giorno dopo per l’iter relativo all’espulsione dall’Italia l’uomo, che nascondeva nello zaino un coltello con una lama di undici centimetri, aveva perso la testa.

Invitato dagli agenti in servizio all’ingresso della questura ad allontanarsi, si era prima rifiutato e mentre i poliziotti lo accompagnavano verso l’uscita, si era divincolato e aveva ingaggiato con loro una violenta colluttazione.

Poi con una mossa fulminea era riuscito a disarmare uno degli agenti e aveva puntato la pistola al petto dei poliziotti premendo «il grilletto in modo da esplodere - ha scritto la Procura nel capo d’imputazione - almeno un colpo nella loro direzione».

Fortunatamente la Beretta non aveva il colpo in canna e prima che il 27enne tentasse di sparare una seconda volta gli agenti erano riusciti a disarmarlo e a mettergli le manette. Solo in quel momento gli agenti si erano resi conto che il cittadino straniero aveva anche un coltello all’interno dello zaino. Un’arma che probabilmente aveva intenzione di usare proprio contro il personale in servizio in questura.

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