Sassari, un lungo corteo silenzioso tra fede e speranza di pace
di Simone Giuliani
Sabato il tradizionale cammino notturno dal Duomo alla Basilica di San Gavino. L’arcivescovo Gian Franco Saba ha guidato i pellegrini lungo i 19 km del percorso
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SASSARI. Un corteo composto da più di cento persone ha partecipato al tradizionale pellegrinaggio notturno da Sassari a Porto Torres verso la Basilica dei Martiri Turritani. La lunga serata è cominciata sabato con la solenne Veglia di Pentecoste nella Cattedrale di San Nicola da dove, al termine della veglia intorno alle ore 22, è partito il cammino dei pellegrini guidato dall’Arcivescovo Gian Franco Saba per un totale di 19 chilometri.
Per l’edizione di quest’anno è stato scelto il tema della pace e hanno preso parte al corteo autorità accademiche e civili, associazioni e singoli fedeli. Presenti anche alcuni studenti delle scuole superiori e dell’Università di Sassari incontrati dal vescovo tra marzo e aprile nel corso della visita pastorale. Il corteo ha attraversato alcune vie del centro storico per poi imboccare il tratto extraurbano del pellegrinaggio. In questa parte del cammino sono state effettuate tre soste: una a Li Punti, una a Ottava e una nei pressi dell’ingresso di Porto Torres a Li Lioni per consentire ai pellegrini di timbrare la “Carta del Pellegrino”, fermarsi per un momento di preghiera, riposare e trovare ristoro. Anticamente Il cammino si divideva in dieci tappe, ognuna delle quali veniva associata agli episodi della Passione di Cristo: la decima e ultima era quella di Balai Vicino, luogo che secondo la tradizione fu la prima sepoltura di Gavino, Proto e Gianuario. Lungo tutto il tragitto a garantire sicurezza e assistenza c’erano le forze dell’ordine e alcuni volontari che hanno scortato il corteo fino alla Basilica. Il lungo pellegrinaggio, per la prima volta, è stato raccontato in tempo reale anche sui canali social dell’arcidiocesi.
Presente, in rappresentanza del Comune di Porto Torres, l’assessora alla cultura Maria Bastiana Cocco. All’arrivo nella Basilica dei Martiri, intorno alle 3 del mattino, l’arcivescovo Saba ha celebrato la messa del pellegrino ringraziando tutti per la disponibilità a mettersi in cammino per chiedere il dono della pace. «Vedo persone di ogni età – ha detto nell’omelia – segno di una Chiesa che si mette in cammino sull’esempio dei martiri».
Per l’edizione di quest’anno è stato scelto il tema della pace e hanno preso parte al corteo autorità accademiche e civili, associazioni e singoli fedeli. Presenti anche alcuni studenti delle scuole superiori e dell’Università di Sassari incontrati dal vescovo tra marzo e aprile nel corso della visita pastorale. Il corteo ha attraversato alcune vie del centro storico per poi imboccare il tratto extraurbano del pellegrinaggio. In questa parte del cammino sono state effettuate tre soste: una a Li Punti, una a Ottava e una nei pressi dell’ingresso di Porto Torres a Li Lioni per consentire ai pellegrini di timbrare la “Carta del Pellegrino”, fermarsi per un momento di preghiera, riposare e trovare ristoro. Anticamente Il cammino si divideva in dieci tappe, ognuna delle quali veniva associata agli episodi della Passione di Cristo: la decima e ultima era quella di Balai Vicino, luogo che secondo la tradizione fu la prima sepoltura di Gavino, Proto e Gianuario. Lungo tutto il tragitto a garantire sicurezza e assistenza c’erano le forze dell’ordine e alcuni volontari che hanno scortato il corteo fino alla Basilica. Il lungo pellegrinaggio, per la prima volta, è stato raccontato in tempo reale anche sui canali social dell’arcidiocesi.
Presente, in rappresentanza del Comune di Porto Torres, l’assessora alla cultura Maria Bastiana Cocco. All’arrivo nella Basilica dei Martiri, intorno alle 3 del mattino, l’arcivescovo Saba ha celebrato la messa del pellegrino ringraziando tutti per la disponibilità a mettersi in cammino per chiedere il dono della pace. «Vedo persone di ogni età – ha detto nell’omelia – segno di una Chiesa che si mette in cammino sull’esempio dei martiri».
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