Chiesetta di Balai interdetta ai fedeli: interventi urgenti
Va verificata la stabilità della croce sulla facciata
Porto Torres La polizia locale ha delimitato da alcuni giorni l'area intorno alla chiesetta di Balai Lontano per motivi di sicurezza. Il provvedimento è stato adottato per consentire all'ufficio tecnico di verificare la stabilità della croce sopra la facciata del luogo di culto e di programmare gli eventuali interventi di manutenzione straordinaria. Sono in corso sopralluoghi per tracciare un quadro della situazione strutturale, dunque, per preservare una struttura costruita a picco sul mare che necessita in ogni caso di altre opere di riqualificazione.
La chiesetta e la vicina area esterna ospitano ogni anno la tradizionale festa di Santu Bainzedddu – nomignolo che venne attribuito affettuosamente dai devoti a San Gavino nella sua qualità di patrono dei massai – una ricorrenza religiosa che ha avuto origine con i bainzini, residenti del grande quartiere di San Gavino, perché abitato da contadini, agricoltori e allevatori. L’interno della chiesa fu anche oggetto di indagine archeologica da parte della Soprintendenza, che negli anni Ottanta fece un saggio di scavo per verificare la presenza di resti di un antico altare. L'area indagata è ancora oggi visibile in quanto, in quel punto, la vecchia pavimentazione venne sostituita con altre mattonelle. La chiesa venne inoltre raffigurata in due dipinti del pittore argentino Héctor Nava il quale, tra il 1920 e il 1923, soggiornò in Sardegna visitando anche Porto Torres. Il pittore rimase colpito dalla collocazione della chiesa e nei dipinti ne trasformò la forma rispetto alla realtà rendendo anche il tetto a botte.
Nell’ultima ricorrenza della festa dei massai, inoltre, all’interno della chiesetta di Balai lontano i numerosi partecipanti hanno potuto ammirare il nuovo arredo liturgico deciso dal parroco della basilica di San Gavino, monsignore Salvatore Masia. Ovvero un altare ligneo, in linea con lo stile semplice e sobrio dell'edificio, assieme alla riproduzione del dipinto de “La decollazione di San Gavino”: un duplicato olio su tela del quale l'epigrafista Giuseppe Piras scoprì nel 2015 l'autore, il pittore algherese Antonio Maria Casabianca, e l'anno di realizzazione, cioè il 1849. La riproduzione sistemata nella chiesetta è quella del dipinto così come appariva in origine prima che venisse restaurato nel 1983. Il quadro raffigura la decapitazione di San Gavino ed è stato oggetto di interesse del critico d’arte Vittorio Sgarbi. Se la chiesetta di Balai lontano non gode di buona salute strutturale, l’altro edificio a picco sul mare di Balai vicino sta anche peggio perché con le infiltrazioni dell’acqua piovana si allaga l’ipogeo dove durante la Festha Manna sono custodite le statue lignee dei santi martiri Gavino, Proto e Gianuario. L’amministrazione Mulas ha affidato mesi fa alla A1 Engineering Srl, sede legale a Cagliari, un progetto per determinare i costi totali necessari per il restauro di San Gavino a mare.
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