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Sassari, il portavoce dell’Unicef racconta la guerra sulla pelle dei bambini

Sassari, il portavoce dell’Unicef racconta la guerra sulla pelle dei bambini

Andrea Iacomini ha incontrato gli studenti delle superiori e delle medie

21 marzo 2023
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Sassari La racconta tutte le volte che ne ha l’occasione e l’ha fatto anche ieri, dialogando con i ragazzi e le ragazze delle scuole superiori cittadine. Una promessa è una promessa. Così anche ieri Andrea Iacomini, portavoce nazionale dell’Unicef, ha parlato della ragazzina incontrata nel campo profughi di un paese in guerra che gli ha chiesto di dire ai coetanei italiani che qualcuno ha sparato in testa a suo padre. L’uomo si è salvato e la figlia vuole far sapere al mondi intero cosa ha rischiato. È solo una delle migliaia di bambini che l’Unicef cerca di aiutare. Ieri l’aula messa a disposizione dal dipartimento di Agraria dell’Università è stata per oltre tre ore una finestra su un mondo di dolore e di disagio infantile. Un varco al quale si sono affacciati gli studenti e le studentesse dell’istituto agrario Pellegrini, del Canopoleno, del liceo Azuni e (collegati online) di due scuole medie di Sassari e di Olbia. Il confronto dei giovani con Andrea Iacomini è stato emozionante. La mattinata “Emergenze umanitarie: l’Unicef in prima linea” è stata aperta dal padrone di casa. Il direttore del dipartimento di Agraria, Pier Paolo Roggero, non si è limitato ai saluti istituzionali, ma ha parlato dei temi della ricerca che potrebbe consentire al suo dipartimento di dare una mano anche all’Unicef. Uno su tutti: la lotta per l’acqua e contro la desertificazione. Toccante l’intervento di Maria Grazia Sanna, presidente del comitato provinciale Unicef che ha organizzato l’incontro moderato dalla giornalista Daniela Scano. Dopo la sua relazione, il portavoce dell’Unicef è stato sommerso di domande. Caterina, Francesco, Nicolas, Andrea, Mirko, Stefano e Simona avevano tante curiosità da soddisfare ma una, principalmente, richiesta da fare: «Noi cosa possiamo fare?». «Non siate indifferenti». La platea di giovani ha capito il messaggio. Germogli di speranza.

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