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«Dalla Sardegna all’Irlanda del sud per trovare la mia terra promessa»

di Gavino Masia
«Dalla Sardegna all’Irlanda del sud per trovare la mia terra promessa»

Alberto Frongia cuoco giramondo con Porto Torres sempre nel cuore

26 novembre 2023
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Porto Torres Ha girato l’Europa lavorando come cuoco negli hotel e nei ristoranti. Poi ha scelto di mettersi in proprio, con la sua compagna, gestendo un bistrot a Dublino e trovare un approdo sicuro dopo tanto vagabondare. Alberto Frongia, 40 anni, ha cominciato da giovanissimo, anche prima di aver ottenuto il diploma all’Istituto alberghiero di Sassari nel 2002, a lavorare stagionalmente nei villaggi turistici di Alghero, Stintino, Santa Teresa di Gallura e Golfo di Orosei. Nel 2003 sfrutta invece l’opportunità di lavorare in Valtellina, a Livigno, dove trascorre due anni.

«È stata una bellissima esperienza - racconta il cuoco portotorrese -, ma stare in montagna mi ha anche ricordato che sono un uomo di mare: gli intervalli tra una stagione e l'altra mi hanno infatti permesso di tornare per un po' di tempo a Porto Torres e fare viaggi in giro per l'Europa per un'esperienza lavorativa e di vita». Nel 2005 la sua destinazione è in Irlanda, a Dublino, in un ristorante all'interno di un Radisson Hotel. Poi scatta l'idea di un'esperienza fuori dall'Europa, questa volta in Australia, nel 2009 col visto di un anno.

«Nelle mie partenze il sentimento è sempre stato quello di partire per ritornare, con la curiosità di conoscere e capire il resto del mondo. Dopo l'Australia, era il 2011, ho detto basta a un certo tipo di vita e sono tornato in Sardegna. L’idea era riprendere a fare le stagioni, e sono andato un inverno in Valle D'Aosta. A un certo punto però la mancanza di continuità, che prima vivevo come opportunità, è diventato disagio. E dopo quattro ho ripensato all'Irlanda, che consideravo la mia seconda casa. Sono tornato e ho conosciuto quella che è diventata la mia compagna, Anastasija, una ragazza lituana, che vive di musica come artista di strada e lavora in un negozio di telefonia e informatica». All’inizio Alberto lavora tra ristoranti e hotel, poi inizia ad elaborare l'idea di poter mettere su un’attività in proprio. «Sono entrato in contatto con un'azienda italiana, Sommelier Coach che si occupa di vino, cibo, ospitalità e crescita personale, con la quale ho seguito un percorso di formazione utile nel fissare gli obiettivi che avevo deciso di intraprendere. E finalmente abbiamo dato vita a uno dei nostri sogni, percorrendo la strada per il sud dell’Irlanda dove nell’estate del 2022 abbiamo rilevato un piccolo locale nella cittadina di Enniscorthy. A quel punto abbiamo steso un piano aziendale per un sostegno welfare e dopo i lavori quel locale è diventato il nostro Heavenly Cafè, con 16 posti in sala, aperto nel marzo di quest’anno. Serviamo colazioni e pranzi, con menù che sono una miscela dei nostri viaggi con influenze irlandesi, italiane e lituane e un tocco mediterraneo. Questa decisione non solo ha arricchito le nostre vite, ma anche la comunità locale, che col tempo ci ha accolto sempre meglio».

Alberto non dimentica però Porto Torres e propone alcune riflessioni su una città che da qualche anno aspira a diventare anche meta turistica. «Servono più collegamenti internazionali – dice -, considerato il porto che abbiamo, e più efficienza con i trasporti pubblici: oltre ad un maggior decoro urbano, che è il biglietto da visita per il turista. È fondamentale entrare poi nei circuiti come meta turistica in Sardegna e creare la sinergia tra pubblico e privato nella programmazione delle attività».
 

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