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La donna del mistero evasa da un b&b di Sassari patteggia sei mesi davanti al giudice

di Nadia Cossu
La donna del mistero evasa da un b&b di Sassari patteggia sei mesi davanti al giudice

Una ricca 58enne francese nel 2021 era stata arrestata dalla polizia in un hotel della Costa Smeralda su mandato europeo. Processata a Sassari era fuggita dai domiciliari

05 gennaio 2024
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Sassari Potrà riprendere a viaggiare liberamente a bordo dello yacht nel mare della Sardegna la 58enne francese che due anni fa, al suo primo giorno di vacanza in un hotel della Costa Smeralda, era stata arrestata dalla polizia che aveva eseguito un mandato d’arresto europeo emesso dall’autorità giudiziaria tedesca.

Processata a Sassari in corte d’appello e mandata ai domiciliari in attesa della decisione, la donna era evasa da un b&b del centro storico dove stava trascorrendo il periodo di detenzione. Era fuggita nel cuore della notte dopo aver lasciato un biglietto ai titolari della struttura ricettiva: «Mia figlia vi contatterà e pagherà quanto dovuto oggi stesso». E così effettivamente era stato, perché a distanza di poco tempo la 58enne aveva fatto recapitare il denaro.

Una decisione, quella di scappare da Sassari, che le era costata un’ulteriore denuncia per evasione. Ora, a distanza di due anni dai fatti, la donna – assistita dall’avvocato Giuseppe Onorato, che spesso si occupa di casi giudiziari internazionali – ha scelto di patteggiare davanti al giudice Paolo Bulla la pena (sospesa) di sei mesi di reclusione. Nei suoi confronti è stata revocata ogni misura.

Nel 2021 la storia di questa donna del mistero, approdata a Sassari in circostanze in qualche modo degne di un copione da film noir, aveva appassionato molte persone. Cinquantotto anni, di bella presenza, distinta e benestante, era arrivata in Sardegna su un volo di linea atterrato a Olbia. Pronta a trascorrere una bella vacanza nell’isola, si era sistemata in un hotel della Costa Smeralda. Ma non aveva avuto nemmeno il tempo di godersi la prima notte in albergo perché alle due del mattino qualcuno aveva bussato alla porta della sua camera. Era la polizia: «Signora, dobbiamo arrestarla».

Il suo nome figurava infatti negli elenchi dell’Interpol. Alla signora era stato prima affidato un legale d’ufficio e in un secondo momento era stato chiamato ad assisterla l’avvocato Onorato. Era così venuto fuori che la 58enne era separata dal marito, un noto accademico tedesco, da qualche anno. Lui l’aveva denunciata sostenendo che si fosse appropriata della sua carta di credito e avesse speso circa 11mila euro. La donna era finita a processo e nel 2017 il tribunale di Monaco l’aveva condannata a diciotto mesi di libertà vigilata. Misura che, se non rispettata, si sarebbe tramutata in detenzione ordinaria da scontare in un carcere tedesco. I giudici avevano anche stabilito che dovesse restituire l’intera somma all’ex marito. Cosa, quest’ultima, che effettivamente la ex moglie aveva fatto.

Subito dopo era rientrata in Francia e aveva iniziato anche a lavorare come imprenditrice nel settore dell’informatica. E poi aveva deciso persino di fare una vacanza in Italia, in Costa Smeralda per la precisione. Ignara del fatto che la libertà vigilata nel frattempo era stata convertita in detenzione ordinaria e che l’autorità tedesca la stava cercando. A trovarla era stata la polizia di Olbia in hotel e da qui era stata accompagnata nel carcere di Bancali, a Sassari. All’esito dell’udienza di convalida in corte d’appello (competente per i mandati di arresto europei), alla 58enne erano stati concessi i domiciliari. Dai quali, però, era evasa.

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