La Nuova Sardegna

Sassari

Perse la vita per donare la vita, a Sassari una serata per Gianmarco Pinna

di Giovanni Bua
Perse la vita per donare la vita, a Sassari una serata per Gianmarco Pinna

L’iniziativa di Emergency a venti anni dalla tragedia sui Sette Fratelli dove Il tecnico perfusionista morì nello schianto di un Cessna che trasportava un cuore per un trapianto

22 febbraio 2024
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Sassari Amava la danza Gianmarco Pinna, la musica e aiutare gli altri. Quando era studente delle elementari, a San Giuseppe, gli avevano dato il premio della bontà: aveva una compagna di classe che non era in grado di camminare, e lui se la portava in spalla.

Era un uomo solare, sempre sorridente, con mille interessi. Era un tecnico perfusionista, lavoro impegnativo, senza praticamente orario. Si era formato a Bergamo con il cardiochirurgo Valentino Martelli che l’aveva portato con sé quando era ritornato in Sardegna per dirigere il centro di cardiochirurgia del Brotzu.

Gianmarco è morto il 24 febbraio del 2004, a soli 47 anni, ucciso nello schianto del Cessna su una vetta delle montagne dei Sette Fratelli. Sull’aereo viaggiava l’equipe trapianti che trasportava anche il cardiochirurgo Alessandro Ricchi, il suo assistente Antonio Carta e l’equipaggio di tre persone. Con loro c’era il cuore prelevato da una donatrice del San Camillo di Roma che doveva essere trapiantato su un paziente al Brotzu. Il Cessna, partito da Ciampino, precipitò nella zona di Burcei, portandosi via la vita di tutti loro.

A ricordarlo, a 20 anni dalla sua morte il gruppo Emergency Sassari insieme all’associazione Pontinomuri, che hanno organizzato per domani al Verdi a partire dalle 18.30 una serata con la partecipazione di cantanti, artisti, attori, musicisti, studenti, vecchi colleghi, familiari, amici.

A presentarla ieri mattina Rita Diez di Emergency, il fratello di Gianmarco, Alessio, volontario di Emergency e tra i fondatori dell’Aido a Sassari, l’ex responsabile dei trapianti a Sassari Pierpaolo Manca e Antonio Dessanti, vicepresidente dell’Aido Sardegna e presidente Aido Sassari-Ittiri.

«Tutto è nato per una serie di armoniosi incroci – racconta Rita Diez – e dalla convinzione che Gianmarco, la sua storia, il suo sacrificio della vita per la vita, andasse ricordato e raccontato, soprattutto ai più giovani. Gianmarco era tante cose e partendo dai suoi interessi, dai suoi amici, abbiamo iniziato a pensare a una serata insieme. Di musica, arte, poesia, riflessioni e ricordi. Con l’aiuto della Fondazione di Sardegna e del teatro Verdi, questa serata è diventata realtà. E il ricavato sarà devoluto al Salam Centre, il centro di cardiochirurgia aperto in Sudan da Emergency. Sarà una serata dedicata al ricordo, nella quale porteremo avanti la nostra proposta di intitolare un luogo, una strada, un giardino a Gianmarco. Al racconto di quegli anni in cui i trapianti stavano iniziando e tanti rischiavano ogni giorno la sua vita per sopperire a un’organizzazione che ancora non c’era. Alla promozione dell’importanza dei trapianti. Ma anche alla celebrazione della vita, e di chi vive per aiutare gli altri».

«Sono 20 anni che Gianmarco è morto – dice il fratello Alessio – e Sassari sembra aver dimenticato quel suo figlio che ha perso la vita per salvarne un’altra. Eppure Gianmarco amava la sua città, il suo quartiere, Monserrato, e quel parco dove giocava con sua moglie e i suoi due bambini, e che il comitato di quartiere ha chiesto tante volte di intitolargli. Qui non si tratta di premiare, ma di togliere un po’ di polvere a un esempio da ricordare. Quel giorno è impresso nella mia memoria. La notizia, arrivata come un macigno attraverso il gazzettino radio, il viaggio verso Cagliari, l’inchiesta della magistratura che ha fatto slittare i funerali, la consegna dei resti. Chi doveva ricevere il cuore, che ha voluto incontrarmi, abbracciarmi, piangere con me. Per fortuna esistono associazioni come Emergency che hanno questa sensibilità. Per fortuna esistono persone come Gianmarco, Alessandro, Antonio, pronte a dare la loro vita per la vita».

Durante la serata interverranno Alessandra Mura e Rossella Serra: Il Balletto del Mediterraneo, Manuel Attanasio, Roberto Schirru e Giuseppe Cristaldi, Michèle Kramers: Theatre en vol, Daniele Monachella, Ivo Pinna, Jazz orchestra Ajo Azuni diretta da Dante Casu e Roberto Mura, Giuseppina Perantoni – Baba Jaga – Centro d’arte, movimento e danza.

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