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Casa Serena, futuro a rischio: il Comune di Sassari ha tre giorni per trovare un gestore

di Giovanni Bua
casa di riposo per anziani Casa Serena
casa di riposo per anziani Casa Serena

La Seriana non vuole entrare nella casa di riposo comunale, la Coopas rifiuta in rinnovo

25 febbraio 2024
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Sassari Ore delicatissime tra le mura di Casa Serena, la casa di riposo comunale di via Pasubio, che alla fine del mese potrebbe trovarsi senza gestore. La Seriana 2000, la società di Cesenatico che a dicembre scorso si è aggiudicata l’appalto e che, dal primo marzo, sarebbe dovuta subentrare nella gestione, non è ancora disposta a scendere in campo a causa di alcune importanti carenze documentali, in particolare la mancanza dell’agibilità in una parte dei locali e delle certificazioni antincendio.

E dall’altra parte la Coopas, la cooperativa sassarese (seconda classificata nel bando) che ha guidato la casa di riposo per 25 anni, ha ufficialmente rifiutato la richiesta di rinnovo (sarebbe stato il terzo) della gestione temporanea per altri tre mesi della struttura. Un vero rebus per l’amministrazione comunale, che ha solo pochi giorni per trovare una soluzione.

Soluzione che non appare semplice. La tensione tra la Coopas e Palazzo Ducale è infatti altissima. In parte per la valutazione fatta dalla commissione sulle offerte di appalto, ma soprattutto per i pesanti cascami processuali arrivati dopo la pandemia, con la coop che in proprio in questi giorni è stata chiamata a difendersi dalla richiesta di rinvio a giudizio per Francesca Maria Chessa (presidente della cooperativa) e Marco Sannino (responsabile dei servizi di prevenzione e protezione), per omicidio colposo plurimo ed epidemia colposa nell’ambito dell’inchiesta per i 22 pazienti di Casa Serena morti di covid tra gennaio e aprile del 2020. La Coopas lamenta di essere stata abbandonata dal Comune, che si sarebbe completamente smarcato da ogni tipo di responsabilità nella gestione dei drammatici mesi nella casa. E, anche per questo, non sarebbe assolutamente interessata a prendersi alcun rischio gestendo la struttura di via Pasubio in assenza di agibilità e documentazioni antincendio. Dall’altra parte ci sono i romagnoli di Seriana 2000, che sempre per le carenze documentali si dicono non disponibili a subentrare, ma che danno anche l’impressione di essere assolutamente in alto mare in tutta una serie di passaggi e nomine. Il convitato di pietra nella questione è il timore sulla tenuta economica della casa, che attualmente è sotto i 70 ospiti a fronte di una capienza a pieno regime che potrebbe raggiungere i 140. Numeri che l’amministrazione comunale, memore del disastro covid, non ha nessuna intenzione di raggiungere, ma che attualmente risultano assolutamente anti economici per chi ha in carico la gestione della struttura. Non che le richieste manchino. La lista d’attesa per accedere alla struttura comunale è infatti chilometrica, e c’è tutta la partita relativa alla ricollocazione degli ospiti eventualmente in uscita dalla fallita casa della Divina Provvidenza che potrebbe aprire ulteriori scenari. Gli ingressi sono però congelati da mesi da Palazzo Ducale, probabilmente proprio per le carenze documentali su agibilità e antincendio, e inizia a salire la tensione sull’ipotesi che Seriana abbia in animo di tagliare il personale per fare fronte ai minori introiti, con i sindacati che stanno monitorando la questione ora per ora e sono già sul piede di guerra. Difficile prevedere quale sarà la scelta del Comune. Una strada potrebbe essere un’ordinanza contingibile e urgente da parte del sindaco che imponga alla Coopas, vista l’impossibilità di interrompere il servizio, di prorogare per la terza volta la sua permanenza, con la cooperativa che a quel punto aprirebbe un tavolo negoziale per mettere nero su bianco di chi siano le responsabilità a fronte delle carenze documentali e probabilmente anche per chiedere una revisione delle tariffe. Un’altra potrebbe essere il tentativo di mettere alle strette Seriana 2000, chiedendogli un subentro rapido o un definitivo passo indietro, che in quel caso permetterebbe alla Coopas di continuare la gestione da vincitrice di appalto per i prossimi due anni. In ognuno dei due casi appare evidente che agibilità e certificati antincendio vanno acquisiti in tempi rapidi, risolvendo le storiche carenze della struttura, più volte segnalate e solo in parte affrontate, e che nessuno è più disposto a prendersi in carico. Da registrare la grandissima preoccupazione delle funzioni pubbliche di Cgil, Cisl e Uil sugli sviluppi della vicenda, con i sindacati che da oltre 15 giorni hanno chiesto un incontro al sindaco Nanni Campus per avere chiarimenti ma, con loro grande disappunto, non hanno ancora ricevuto alcuna risposta.

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