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Sassari

Tribunale di Cagliari

Uccise la 16enne Noemi Durini: di nuovo in semilibertà Lucio Marzo


	Lucio Marzo e la vittima Noemi Durini
Lucio Marzo e la vittima Noemi Durini

Il 24enne può raggiungere il posto di lavoro. I giudici gli hanno offerto una seconda possibilità: aveva perso la semilibertà perché trovato al volante ubriaco

06 marzo 2024
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Cagliari Il 3 settembre del 2017 uccise la fidanzata Noemi Durini, appena 16 anni, nelle campagne di Castrignano del Capo, in provincia di Lecce. Ora Lucio Marzo, 24 anni, reo confesso, è tornato in semilibertà e può raggiungere il posto di lavoro.

Al ragazzo è stata concessa una seconda possibilità dal tribunale di Cagliari dopo la sospensione del permesso premio disposta dal giudice del Tribunale di Sorveglianza a settembre. Un mese prima, l’11 agosto, era stato fermato dagli agenti della polizia stradale di Cagliari nel corso di un controllo stradale. Marzo tentò di darsi alla fuga ma i poliziotti lo fermarono e lo identificarono. E tra le prescrizioni che doveva rispettare, c’era quella di non mettersi al volante. Inoltre risultò ubriaco dopo il test dell'etilometro. Il giovane si trovava in regime di permesso premio concesso affinché potesse lavorare a Sarroch, dove era stata disposta la dimora prima di rientrare all'istituto di pena minorile.

Lucio Marzo, originario di Montesardo Salentino, deve scontare una condanna a 18 anni e 8 mesi di reclusione con l’accusa di omicidio volontario premeditato e pluriaggravato. Dopo un periodo trascorso nell’istituto penitenziario minorile di Quartucciu, dove si trovava da quando aveva 17 anni, è stato trasferito in un carcere per adulti nella Penisola. Il trasferimento era stato sollecitato dall’avvocata Valentina Presicce, legale di Imma Rizzo, la madre di Noemi Durini, con un’istanza al Ministro della Giustizia e al Capo del Dipartimento per la Giustizia minorile dopo quanto accaduto l’11 agosto.

Noemi fu prima ferita con alcune pietre, poi uccisa con una coltellata alla nuca. Lucio Marzo, all’epoca diciassettenne, la lasciò agonizzante sepolta da un cumulo di pietre. Noemi morì dopo circa tre ore per asfissia. Fu lo stesso assassino a fare ritrovare il cadavere.

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