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Elezioni comunali

Sassari, gli appelli al voto dei 5 candidati sindaco

Sassari i cinque aspiranti sindaci al dibattito alla Nuova Sardegna da sinistra:  Mariano Brianda, Nicola Lucchi, Gavino Mariotti, Giuseppe Mascia e Giuseppe Palopoli
Sassari i cinque aspiranti sindaci al dibattito alla Nuova Sardegna da sinistra: Mariano Brianda, Nicola Lucchi, Gavino Mariotti, Giuseppe Mascia e Giuseppe Palopoli

Le proposte di Mariano Brianda, Nicola Lucchi, Giuseppe Mascia, Gavino Mariotti e Giuseppe Palopoli

06 giugno 2024
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Mariano Brianda «Siamo noi la vera novità di queste elezioni comunali, gli unici a rappresentare con i fatti il cambiamento sbandierato da altri: slegati dai partiti e contro gli apparati che finora hanno governato la città con i risultati che sono sotto gli occhi di tutti, pronti a lavorare assieme ai cittadini ascoltandone la voce per costruire una nuova Sassari. Ecco perché vi chiediamo di votare me e le tre liste che appoggiano la mia candidatura a sindaco, Costituente per Sassari, Giovani per Sassari e Generazione Sassari». Per Mariano Brianda, candidato sindaco per il polo civico coagulatosi intorno alla Costituente per Sassari, la chiamata alle urne rappresenta un’occasione unica, e «da non sprecare in tentennamenti o ragionamenti sul voto utile, per rivoluzionare la politica cittadina, sottomessa a logiche di potere e non più al servizio delle persone come invece dovrebbe essere». «Se vogliamo che davvero si possa respirare un’aria nuova – sottolinea l’ex magistrato – chiediamo agli elettori di accordarci la loro fiducia e noi non li deluderemo perché abbiamo chiaro cosa fare. Vogliamo dare un presente ai giovani, offrendo a loro l’opportunità di trovare un lavoro se decideranno di restare dove sono nati. Non a caso siamo i soli ad aver presentato una lista composta proprio da giovani e che potranno decidere in piena autonomia quali indirizzi di politica amministrativa scegliere. Vogliamo che la città sia accogliente per tutte le fasce della popolazione rendendo efficienti i servizi, dai trasporti, alla sanità e all’assistenza sociale». «Vogliamo – continua Mariano Brianda – che i cittadini possano entrare nelle “stanze dei bottoni” attraverso una serie di modifiche allo statuto comunale, già protocollate, che garantiscono la loro reale partecipazione al governo della nostra Sassari. Crediamo che il centro storico possa rinascere risanandolo, attirando le persone a viverci e nuove imprese a farne la loro sede. Abbiamo progetti per creare comunità energetiche e di forestazione urbana, di riconversione di aree abbandonate dove realizzare insediamenti per start up e laboratori per tecnologie avanzate». «Se andremo al governo di Palazzo Ducale, poi, garantiremo il diritto all’eguaglianza di tutti i cittadini: la nostra lista Generazione Sassari è l’unica a rappresentare i diritti civili, con 18 donne candidate, e ne siamo orgogliosi».

Nicola Lucchi «Cinque anni fa abbiamo presentato alla Città un programma ideato non per sorprendere o affascinare ma di interventi, azioni e progetti basati sulle reali necessità. Un programma concreto, che risolvesse problemi irrisolti da decenni e proiettato verso la Sassari città territorio, che si era persa e che volevamo far rinascere». Così Nicola Lucchi, alla guida di “civici” attualmente al governo della città. «Allora non abbiamo trovato né opere, né cantieri – spiega – né progetti da appaltare, ed una amministrazione da ricostruire. Abbiamo lavorato con serenità, totalmente liberi da vincoli politici ma in pieno spirito di servizio. Mercato civico, Turritania, Centro lntermodale, l'ex Gasometro, San Donato, Colonia Campestre, Sicurezza stradale, Museo Tavolara, Teatro Comunale ed Astra, nuovo Palazzetto dello Sport e palestre per le società minori, edifici scolastici, decine di milioni di manutenzioni, bilancio risanato, lotta all'evasione». «Possiamo affermare – continua – che l'attività svolta non teme confronti con il passato a meno che non si voglia mistificare e negare anche l'evidenza di numeri e atti. Abbiamo investito in personale e tecnologia, progettato ed avviato interventi di estensione e complessità tale che lo spazio di un mandato non è sufficiente. E se in questi anni abbiamo raggiunto tanti importanti traguardi lo dobbiamo anche al lavoro e alla professionalità di donne e uomini che si sono impegnati, con rinnovata passione ed orgoglio, per migliorare e far funzionare la complessa macchina comunale, a vantaggio dei nostri concittadini e di quanti alla nostra città si rivolgono. Non abbiamo risolto in questi cinque anni né tutti i problemi, né dato risposte a tutte le necessità , anche perché gran parte di quanto fatto sarà completato e disponibile, per la nostra Città e per tutta l'area metropolitana, solo nei prossimi anni, ma abbiamo scelto di affrontare la strada più difficile: lavorare avendo come missione e come ambizione non di gestire il presente ma di costruire il futuro». «Ed è per questo – chiude – che chiediamo, a testa alta e consci di aver fatto il proprio dovere, di avere ancora la fiducia dei cittadini per completare, migliorare, accrescere quanto già avviato e programmato. Siamo pronti ad affrontare con l'esperienza e le competenze maturate e dimostrate, gli impegni che la Città ed il suo territorio ci impongono e le occasioni di sviluppo che arriveranno dai nuovi finanziamenti e dalla disponibilità di risorse liberate risanando i bilanci».

Giuseppe Mascia «Sono stato candidato dal campo largo alla carica di sindaco di Sassari. Mi metto con entusiasmo e determinazione alla guida della gran voglia di cambiamento che si respira in città e nel nord ovest Sardegna». Così Giuseppe Mascia, candidato sindaco per la coalizione di centrosinistra, «Attorno al manifesto programmatico “La città che cambia” – sottolinea Mascia – si è compattata una nuova generazione di amministratori, straordinariamente coesa e compatta, che vuole accompagnare le più giovani e i più giovani a immaginare e costruire la Sassari del futuro. Siamo la sola possibilità di restituire speranza a Sassari e al suo territorio». «La nostra coalizione – spiega il candidato – si è rinnovata, è unita ed è determinata a creare nuove opportunità di lavoro, sviluppo e benessere, guardando a un orizzonte lontano, avendo il coraggio di andare oltre il semplice limite di un mandato amministrativo. Vogliamo restituire a Sassari la sua vitalità economica e culturale. Vogliamo fare di Sassari una città inclusiva, solidale, ospitale e attraente, una città dei diritti, attenta alle tante anziane e ai tanti anziani, a misura delle bambine e dei bambini, delle persone con disabilità e di chi vive ai margini. Una città di tutte e di tutti, per tutte e per tutti». «Per far ripartire Sassari serve la collaborazione della Regione – dice Mascia –. Siamo la prosecuzione naturale della straordinaria vittoria di Alessandra Todde. Interpretiamo la voglia di cambiamento che i sardi hanno voluto premiare. Con la presidente c’è piena sintonia sugli obiettivi e sui passi necessari per far rinascere Sassari e il nord ovest Sardegna. C’è un comune entusiasmo e slancio che vuole rispondere alle aspettative di cui, anche per ragioni anagrafiche, siamo gli interpreti. Siamo l’unica alternativa al disastro compiuto dal centrodestra a livello regionale e locale. Siamo la sola possibilità di uscire dalla paralisi in cui l’amministrazione uscente ha costretto Sassari. «Votarci – chiude Giuseppe Mascia – significa chiudere i conti con il passato e respingere ogni tentativo di spaccare il fronte riformista con una proposta politica basata solo sul personalismo. Non ci sono altre vie. “La città che cambia” è un’idea possibile e un traguardo raggiungibile. È la grande opportunità che ha Sassari per voltare pagina».

Gavino Mariotti «L’appello ai cittadini è che si rechino a votare per fare di Sassari una città magnifica. Abbiamo tantissime idee da sviluppare un ufficio strategico che dovrà elaborarle con l’obiettivo di progettare il futuro della nostra città». Così Gavino Mariotti, candidato per il centrodestra. «Abbiamo intenzione – spiega – di dedicare a questo scopo l’ufficio di gabinetto del sindaco, che diverrà il tavolo intorno al quale ci si incontrerà per condividere ed assumere le decisioni. Noi abbiamo le competenze per rilanciare una città che dovrà tornare ad essere la guida del nord ovest, facendo sistema con tutti i comuni del suo territorio, esaltandone le singole peculiarità. Sassari Magnifica non è solo uno slogan». «Vogliamo riportare ai fasti di un tempo – sottolinea Mariotti – la città che ha dato all’Italia due Presidenti della Repubblica, il più grande segretario del partito di opposizione, ministri di prim’ordine e uomini che hanno ricoperto incarichi statali di grande prestigio. La nostra Sassari sarà una città inclusiva, a misura di tutti, attenta ai bisogni dei più deboli, aperta ai giovani, turisticamente attraente e che recuperi velocemente quel senso di comunità che si è perso nel tempo. L’obiettivo è di farla diventare una città europea, all’avanguardia in tutti i settori. Per farlo dobbiamo ripartire dal suo cuore: il centro. Ho già avuto contatti con un Istituto di credito per predisporre incentivi e facilitazioni a favore di chi vorrà investire o tornerà a vivere nel centro della città. Con l’abbattimento dei tassi dei mutui, e particolari agevolazioni per chi vorrà ristrutturare». «Abbiamo studiato aiuti mirati per favorire il proliferare di nuove piccole attività che faranno muovere l’economia cittadina – spiega –. E non abbiamo certo dimenticato Predda Niedda, luogo dove sarà realizzato il palazzo dei congressi di cui la città ha bisogno, che darà il la alla costruzione di nuove strutture alberghiere di alto livello. Ma Sassari dovrà essere ripensata anche dal punto di vista urbanistico, espandersi in direzione del mare e non verso la montagna». «Poi la valorizzazione di Platamona – chiude Mariotti – con negoziazione con Sorso per arrivare almeno al terzo pettine. Valorizzazione delle zone lacustri come Baratz e lo stagno di Platamona e rilancio di Porto Ferro, l’Argentiera e tante attrattive ambientali da sfruttare anche dal punto di vista turistico. Valorizzazione dei monumenti a cominciare dal simbolo della città: la Fontana di Rosello, attorno alla quale dovrà nascere un parco urbano progettato da architetti di fama».

Giuseppe Palopoli «È stata una campagna elettorale incredibilmente faticosa ma altrettanto entusiasmante. Contro abbiamo apparati organizzati, eserciti di candidati, singoli consiglieri che hanno investito decine di migliaia di euro. Non era quello che volevamo fare noi. Siamo in 34, e andiamo avanti grazie all’entusiasmo del bellissimo gruppo che abbiamo creato». Così Giuseppe Palopoli, candidato sindaco con la lista “Sassari Svegliati”. «In piazza Castello – continua – eravamo trecento. Pochi, tanti? Non lo so e non importa. So che era tutta gente che voleva esserci. Che parla ad altra gente arrabbiata con la politica, che non crede più alle promesse mai realizzate, alle visite e alle telefonate che arrivano solo sotto elezioni. E poi, quando chiami un ufficio per chiedere un aiuto, non risponde più nessuno». «Tutti promettono grandi progetti, enormi soluzioni – spiega Palopoli –. Io in questi anni mi sono sempre occupato delle piccole cose, che possono cambiare la vita delle persone. Non sono il salvatore della patria, ma da queste persone che ho aiutato sono stato chiamato, e per fare voce a loro ho deciso di provare questa avventura. Difficile, ma non impossibile. Perché esiste tantissima gente che la mia faccia l’ha vista in questi anni. Che mi conosce davvero, perché io al centro storico spingevo il carretto, a sette anni portavo i cesti di lumache fuori dal mercato in cambio di una bici in prestito per fare le gare. Io quei vicoli li ho vissuti, come ho vissuto la povertà, che non mi fa paura. E so bene che un piccolo aiuto in certi momenti della vita può fare tutta la differenza del mondo. E che ci sono tante persone in difficoltà che di chiedere aiuto di vergognano». «Io credo che la città risponderà – chiude il candidato di “Sassari Svegliati” e ci voterà alla faccia di tutti gli apparati e i partitoni. Perché da solo ho dimostrato che le cose si possono fare, anche essendo un semplice consigliere. Io non chiedo nulla per me, anzi ringrazio, cosa che putroppo in pochi fanno. Nessuno ad esempio ha ringraziato i nostri commercianti, che indebitandosi per tutta la vita hanno tenuto in piedi la nostra città durante il covid. E sono ripartiti. Nessuno ringrazia mai i tanti volontari, che aiutano in silenzio. Io sono uno di loro, e loro lo sanno. E sanno che è il momento di riprendere a contare, di fare tutti insieme per il bene di tutti».

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