«Sogno di vedere il mare di Balai, ma senza un ascensore non posso»
Franco Derudas, invalido totale di Porto Torres, da anni aspetta un intervento nel palazzo
Porto Torres. Ha 72 anni e si trova prigioniero a letto con una invalidità totale. Franco Derudas, che per anni ha lavorato in Italia e all’estero come metalmeccanico specializzato, ora soffre di una patologia polmonare cronica, che lo costringe a letto o su una carrozzina, costantemente alimentato da una bombola di ossigeno. Si alza solo con l’aiuto della moglie e del figlio e il suo desiderio più grande è quello di poter uscire qualche volta all’aria aperta e vedere il mare di Balai.
Un desiderio difficile da realizzare a causa dei problemi strutturali dell’edificio in cui vive, ma non impossibile. Il suo appartamento, infatti, al quarto piano di un palazzo di proprietà di Area in via Mentana, non possiede né un ascensore né un montascale e per questo la famiglia, circa quattro anni fa, ha presentato regolare domanda all’Azienda regionale di edilizia abitativa. Dopo qualche tempo, a casa Derudas si è presentato anche un tecnico di Area per valutare la possibilità di poter realizzare un montascale o un ascensore. «Da allora – ricorda il 72enne – non abbiamo più avuto rassicurazioni sulle possibilità di intervento, anche se l’ingegnere aveva fatto capire che con le mie patologie sarebbe stato possibile venire incontro alle nostre richieste. Sono rimaste solo le parole e questo non può bastare per risollevare il morale di chi soffre per una situazione davvero insostenibile».
I quattro piani di scale di quella palazzina stanno diventando un ostacolo anche per la moglie, che deve scendere e salire più volte, per fare la spesa o sbrigare commissioni e faccende burocratiche. «Le istituzioni ci avevano promesso mari e monti – interviene la donna – ma finora non c’è stato nessun riscontro alle nostre sollecitazioni. Non chiediamo soldi, ma almeno un montascale per poter uscire di casa senza l’affanno». Una situazione complicata che si trascina oramai da diversi anni e che sta diventando sempre più dura. «Mi trovo da tanto tempo prigioniero di questo letto – racconta sconsolato l’ex metalmeccanico – che certamente non mi aiuta nel decorso delle mie malattie. Mi hanno diagnosticato l’invalidità al cento per cento, soffro per una forma di diabete e qualche volta mi si addormentano le gambe per un problema di circolazione». «Tutto ciò, però – continua Derudas – non mi fa passare la voglia di uscire all’aria aperta: ho veramente tanta voglia di fare una passeggiata in carrozzina per respirare la brezza del lungomare di Balai, insieme a mio figlio. Il litorale di Porto Torres mi manca tanto, e prima che sia troppo tardi vorrei esaudire questo desiderio».
«La mia cameretta si affaccia sull'ingresso della mia abitazione, che, seppur interessante, non sarà mai come i vicini giardini del parco di San Gavino, dove con la mia carrozzina potrei respirare al fresco assieme a mia moglie». Il pensiero di Franco Derudas va proprio alla moglie, che avrebbe bisogno di vivere più serenamente al suo fianco. Una possibilità che solo un mezzo sicuro come l’ascensore o il montascale potrebbe garantire. Anche i servizi sociali comunali hanno contattato la famiglia, dopo che la signora aveva scritto un post sui social. Eppure, il problema, che richiede unità di intenti, ancora persiste.
