Nuova vita per lo storico palazzo liberty di viale Dante: lo acquista la Fondazione di Sardegna
L’annuncio del presidente Giacomo Spissu: «Uno spazio per innovazione, arte e cultura aperto a tutta la città»
Sassari Un tesoro architettonico e storico, che rischiava di essere travolto dallo scorrere del tempo. Ma che ora potrà vivere una nuova vita. Stamattina, lunedì 8 settembre, la Fondazione di Sardegna ha annunciato l’acquisto del bellissimo Palazzo Sanna Cavanna, in viale Dante, fra via Galilei e via Alghero.
Una testimonianza del fermento urbanistico ed economico della Sassari di inizio Novecento. «È stata una operazione complessa e faticosa – ha commentato, durante la presentazione dell’iniziativa, il presidente della Fondazione Giacomo Spissu -, che portiamo a conclusione con grande soddisfazione: sarà uno spazio dedicato all’innovazione, all’arte e alla cultura, aperto a tutta la città». Alla conferenza stampa ha partecipato anche il sindaco Giuseppe Mascia che ha ringraziato la Fondazione per l’iniziativa e assicurato l’impegno dell’amministrazione per la riqualificazione della zona attorno a viale Dante.
Progettato dall’ingegnere Raffaello Oggiano per l’avvocato Beniamino Sanna, come ricorda lo storico ed ex direttore dell’archivio comunale Paolo Cau, è uno dei pochi e più begli esempi in città di palazzine in stile liberty, che si distaccano dal modello più comune dei villini.
Fra i committenti, anche Stefano Cavanna, «autorevole membro della Camera di Commercio di Sassari a inizio Novecento, esponente della nuova classe dirigente radicale-repubblicana rimasta al governo della città sino al 1914 e fra i 72 cittadini, guidati da Enrico Berlinguer (nonno), Garavetti e Satta Branca che sottoscrissero nel 1891 le azioni per la fondazione de La Nuova Sardegna» aggiunge Cau.
All’interno del palazzo viveva la famiglia di Enrico Berlinguer (nipote) e il futuro segretario del Pci nacque qui il 25 maggio del 1922. Fra le ipotesi al vaglio della Fondazione c’è anche quella di destinare un piccolo spazio dell’edificio al ricordo dell’amato politico sassarese.
Ma il focus sarà su arte – con la possibilità di esporre una parte dell’immenso patrimonio di opere della Fondazione -, cultura – con spazi dedicati a iniziative e mostre – e innovazione – grazie alla collaborazione della Fondazione con Abinsula. Al momento non è possibile però fissare i tempi di un restauro che si preannuncia impegnativo: «La palazzina è in condizioni di degrado significative, insieme ai tecnici e avviando il dialogo con la Soprintendenza capiremo intanto che interventi servono per garantirne la sicurezza strutturale e poi come adibirla alle funzioni che si deciderà di darle» ha sottolineato Spissu.
