Dal lungo oblio alla Michelin: la scommessa vinta del Mesadoria con l’ex ristorante Castello
Il locale di Sassari riaperto dopo 12 anni con un nuovo nome sarà inserito nella Guida 2026
Sassari Per quasi tredici anni è stato un locale chiuso e ricco solo di ricordi, bloccato tra ricorsi urbanistici, demolizione di un gazebo e ripristini vari, poi a dicembre scorso le porte dell’ex ristorante Castello si sono nuovamente spalancate con un altro nome per quella che sembrava un’altra grande scommessa nel centro storico. E nove mesi dopo su quella scommessa arriva l’imprimatur della Michelin, che inserirà nella Guida 2026 il Mesadoria. Un premio al coraggio imprenditoriale e alla professionalità di chi gestisce l’attività, e anche un segnale importante per la ristorazione sassarese, spesso considerata troppo conservativa e poco avvezza ai riconoscimenti delle guide più prestigiose. Solo l’Osteria de’ Mercati, egualmente al centro storico, è attualmente segnalata nella Michelin e punta alla riconferma, ora è il turno del Mesadoria.
Ancora non si sa in quale categoria verrà inserito il locale, ma sul sito la Michelin anticipa la notizia in attesa della presentazione in programma il 19 novembre: «Dalla costa questa valida insegna si è trasferita in un locale semplice e contemporaneo in città, a Sassari: nuovo look e nuovi cuochi, quindi, ma rimane la solidità di una cucina, soprattutto di mare ma agile anche con i piatti di carne, classica con qualche tocco moderno, cucinata per lo più a partire da ingredienti isolani» è il commento.
Per il titolare Roberto Pinna, che ha trasferito da Valledoria a Sassari la sua attività, sicuramente una soddisfazione che lo sprona a insistere sulla strada appena imboccata: «Per noi, a parte la soddisfazione, cambia poco – commenta –. Anzi, cambia nulla perché i nostri clienti troveranno tutto uguale: il servizio e l’accoglienza, per noi fondamentali, la cucina e il menu, che non verrà certo stravolto e nemmeno ritoccato nei prezzi. Siamo un locale con 30 coperti, lavoriamo con passione in cinque, cucina mia moglie, e manterremo questa dimensione. Un menu improntato al territorio, soprattutto con quello che offre il mare, accompagnato anche da buone proposte di terra». L’estate sassarese non è stata poi avara di soddisfazione, anzi: «Sono sempre stato convinto che Sassari sia una piazza che può dare tanto – racconta Pinna – e finora ho avuto ragione. In agosto, poi, siamo andati oltre le aspettative lavorando sia con i sassaresi rimasti in città sia con i turisti, che sono stati tanti. Anzi, mi permetto di dire che sul fronte turistico bisognerebbe insistere di più perché ci sono grandi potenzialità».
