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Sassari, il pasticcio del Materno infantile: è scontro tra impresa e Aou

di Giovanni Bua

	<em>(foto Ivan Nuvoli)</em>
(foto Ivan Nuvoli)

A dodici mesi dalla posa della prima pietra il cantiere resta sostanzialmente fermo

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Sassari Un cantiere inaugurato un anno fa, dove l’unica pietra che si è mossa è la prima. Una lettera dell’impresa che chiede un incontro urgente alla Regione per spiegare perché i lavori non vanno avanti. Una richiesta di risoluzione del contratto avanzata dall’Aou di Sassari, per ora fermata dal Collegio consultivo tecnico. Un nuovo direttore generale, Serafinangelo Ponti, insediato da poche settimane, che studia le carte. E la Regione che, a fari spenti, prova ad apparecchiare un tavolo per far sedere le parti e tentare di salvare l’appalto.

Senza pace Non c’è pace per il materno infantile, il progetto simbolo della sanità sassarese, che a dodici mesi dalla posa della prima pietra resta un cantiere formalmente avviato ma sostanzialmente fermo, dopo oltre sette anni di attese, rinvii e riscritture progettuali. Il progetto è uno dei più rilevanti dell’intero sistema sanitario regionale: un nuovo edificio dedicato a maternità, pediatria e neonatologia, collegato al resto del complesso ospedaliero e destinato a sostituire strutture ormai obsolete. L’investimento complessivo supera i 120 milioni di euro, all’interno del più ampio intervento di riorganizzazione dell’area ospedaliera. Un’opera pensata per diventare uno snodo centrale della sanità del nord Sardegna. Al momento, però, solo sulla carta.

La lettera La rottura emerge il 4 dicembre, quando Salc, capofila dell’Ati aggiudicataria, scrive alla Regione per mano del presidente del Cda Simon Pietro Salini, chiedendo un incontro urgente per fare chiarezza su uno stallo che, nero su bianco, viene definito non più sostenibile.

«Dalla consegna dei lavori – si legge – si sono verificati una serie di fatti e sono state avanzate richieste da parte della Direzione lavori che stanno oggettivamente rallentando, se non addirittura conducendo alla sospensione totale delle opere». Una presa di posizione che segna uno spartiacque, perché porta il confronto fuori dal perimetro tecnico e lo colloca apertamente sul piano politico-istituzionale.

Il retroscena Dietro quella riservatissima lettera c’è un passaggio ancora più delicato. A novembre l’Aou aveva trasmesso al Collegio consultivo tecnico un quesito che, nei fatti, apriva alla risoluzione del contratto con l’impresa. Un atto che segna il punto più alto dello scontro. Il CCT, però, non è mai entrato nel merito, rimandando la richiesta al mittente per vizi formali. Una nuova richiesta di scioglimento sarebbe stata successivamente bloccata da Cagliari. Nel frattempo il cantiere è rimasto sospeso in una zona grigia, mentre il conflitto tra direzione lavori e impresa è diventato esplicito.

Contestazioni «Non chiediamo scorciatoie e siamo pronti a prenderci le nostre responsabilità – sottolinea Salini – ma chiarezza. E di poter lavorare su un progetto approvato e un cantiere consegnato. Nessuno si può permettere di stare fermo un anno. L’impresa, l’Aou, e soprattutto la cittadinanza che attende». Parole che arrivano dopo un anno giocato soprattutto sul terreno delle contestazioni. Secondo l’impresa, la Direzione lavori avrebbe avanzato richieste di modifiche, integrazioni e nuove autorizzazioni anche su aspetti già previsti nel progetto esecutivo approvato, incidendo in modo significativo sui tempi e sull’organizzazione del cantiere.

Tra gli episodi che filtrano c’è quello legato alla cappelletta votiva collocata al centro dell’area di intervento, per spostare la quale sono state inoltrate tre richieste alla Soprintendenza. Ma anche la presenza di inquinamento da gasolio sotto alcune centrali demolite, con i lavori di bonifica affidati a una ditta esterna.

«Ogni passaggio – osserva ancora Salini – si è trasformato in un nuovo rallentamento, anche su questioni già previste».

La Regione Consapevole che una risoluzione contrattuale aprirebbe con certezza un contenzioso lungo e complesso, la Regione ha scelto di tentare una mediazione. Da alcune settimane si lavora alla costruzione di un tavolo di confronto, con incontri separati e poi congiunti, per individuare le criticità e capire se esistano margini per andare avanti senza strappi definitivi. La linea, almeno per ora, è evitare la revoca dell’appalto e provare a rimettere in moto il cantiere.

Aou Sul fronte Aou, intanto, da inizio gennaio c’è un nuovo direttore generale, Serafinangelo Ponti, insediato il 2 gennaio 2026. Un cambio ai vertici che arriva mentre il dossier materno infantile è ancora tutto da sciogliere. Il nuovo Dg sta studiando le carte di un progetto che si porta dietro anni di decisioni stratificate e conflitti tecnici irrisolti.

Il nuovo polo materno infantile doveva rappresentare la sanità che cambia. A un anno dal taglio del nastro, resta invece il simbolo di una partenza mancata, in un territorio che continua ad attendere risposte concrete sul fronte dell’emergenza sanitaria e non può più accettare promesse non mantenute.

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