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Sassari

L’iniziativa

Sassari, morì per la droga a 18 anni, la mamma dà vita a un’associazione per aiutare le famiglie

di Luca Fiori
Sassari, morì per la droga a 18 anni, la mamma dà vita a un’associazione per aiutare le famiglie

A tre anni dalla morte di Gabriele presentata a Li Punti Il Camaleonte A.P.S: «avrà senso solo se riusciremo a salvare anche un solo ragazzo»

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Sassari Dal dolore più profondo può nascere una possibilità di vita. A tre anni dalla scomparsa di Gabriele, morto a soli 18 anni a causa di un mix di farmaci e droghe, sua madre Barbara Mura continua a trasformare una ferita insanabile in un impegno concreto di prevenzione e ascolto. Nel salone parrocchiale di San Pio X, a Li Punti, il quartiere dove Gabriele è cresciuto, mercoledì 4 febbbraio è stata presentata l’associazione “Il Camaleonte A.P.S.”, uno spazio di accoglienza per giovani e famiglie, nato per intercettare il disagio e costruire percorsi di consapevolezza.

Da quando ha perso il figlio, Barbara Mura gira scuole, centri di aggregazione e associazioni per raccontare la sua storia. «Mi si è aperto davanti un mondo che ignoravo – spiega – fatto di pastiglie mischiate con alcol, di psicofarmaci considerati innocui perché spesso presenti anche in casa. Non li vedono come droghe, ma lo sono».

La sua battaglia è anche sul piano istituzionale. Insieme all’avvocata Sara Dettori un anno fa aveva portato all’attenzione della Procura della Repubblica di Sassari il fenomeno delle ricette falsificate per ottenere psicofarmaci. «Mio figlio le preparava al computer seguendo tutorial trovati online – racconta – per questo chiedo un sistema di vendita più sicuro e controlli più efficaci».

La presentazione dell’associazione è stata anche un momento di memoria e riflessione comunitaria. «Ci teniamo ogni anno a ricordare Gabriele perché non possiamo dimenticarlo», ha detto don Gaetano Galia, sottolineando come il ragazzo avesse una grande voglia di vivere e stesse cercando, purtroppo nel modo sbagliato, felicità ed emozioni vere. «Ora la nostra vita avrà senso solo se riusciremo a salvare anche un solo ragazzo», ha aggiunto il sacerdote, ricordando che «si educa insieme, come comunità».

Padre Stefano Gennari ha evidenziato come oggi le dipendenze attraversino tutti gli ambienti sociali, richiamando le parole di Paolo VI: «Il mondo non ha bisogno di maestri, ma di testimoni». Numerosa la presenza di giovani in sala, segno di un forte bisogno di ascolto. «Non c’è vergogna nel chiedere aiuto – è stato ribadito – e segnalare una situazione di rischio non è fare la spia, ma salvare una vita». Il Camaleonte A.P.S. nasce per questo: essere uno spazio aperto a chi chiede aiuto e a chi vuole mettersi a disposizione per progetti di prevenzione e sensibilizzazione. Dal ricordo di Gabriele prende forma così un seme di speranza, perché nessun altro ragazzo debba più perdere la vita a causa delle droghe.

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