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Sassari, il “Centro d’Arte e Cultura Biasi” va avanti nel nome di Fiora: «Il suo esempio non andrà perso»

di Luca Fiori
Sassari, il “Centro d’Arte e Cultura Biasi” va avanti nel nome di Fiora: «Il suo esempio non andrà perso»

Dopo la recente scomparsa del presidente nominato il nuovo direttivo. Il nuovo presidente è Enzo Brandinu

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Sassari Il dolore è ancora vivo, ma più forte è la volontà di andare avanti nel solco tracciato dal fondatore. Il Centro d’Arte e Cultura “Giuseppe Biasi” volta pagina e affida la guida dell’associazione a Enzo Brandinu, chiamato a raccogliere l’eredità morale e culturale di Giovanni Fiora, scomparso a fine gennaio durante la riunione annuale. L’assemblea dei soci, riunitasi qualche giorno fa nella sede di Caniga, ha nominato all’unanimità Brandinu nuovo presidente, in una seduta segnata da profonda commozione. 
Contestualmente è stata conferita la presidenza onoraria al professor Giuseppe Fiora, fratello dell’indimenticato fondatore, a testimonianza di un legame che resta saldo non solo nel nome, ma nei valori che hanno animato trent’anni di attività. Il direttivo rimane invariato: vicepresidente è Salvatore “Turi” Spada, segretaria Eleonora Griva, mentre i consiglieri sono Giacomo Baralla, Federica Petretto, Mario Vacca, Achille Pisano, Stefano Sechi, Marco Muzzeddu ed Ettore Spada.

Una squadra che continuerà a lavorare nel segno della stabilità e della continuità, consapevole della responsabilità di custodire e far crescere una realtà diventata punto di riferimento per il territorio. Fondata nel 1996 per custodire e divulgare l’opera del maestro Giuseppe Biasi, l’associazione è stata il sogno realizzato di Giovanni Fiora. Pittore e docente di disegno all’istituto d’arte, Fiora ha dedicato la vita a trasmettere l’amore per la pittura e per la cultura come strumento di elevazione personale e collettiva. Generazioni di allievi ricordano le sue lezioni appassionate, l’attenzione ai dettagli, l’incoraggiamento costante a cercare nella creatività una forma di libertà.

Ma Fiora non era soltanto un artista e un insegnante. Era un uomo animato da una naturale predisposizione all’altruismo. Credeva che l’arte dovesse dialogare con la società e farsi carico delle fragilità. Per questo il Centro “Biasi” non è mai stato soltanto uno spazio espositivo, ma un laboratorio di idee, incontri, solidarietà. Raccolte alimentari, iniziative benefiche, eventi culturali pensati per coinvolgere le comunità locali: tutto portava la sua impronta. La sua scomparsa improvvisa, avvenuta poche settimane fa proprio durante un momento conviviale e solidale nella sede dell’associazione, ha colpito profondamente soci e amici. Se ne è andato come aveva vissuto, in mezzo alle persone, impegnato in un progetto di condivisione. Ora, nel passaggio di consegne a Enzo Brandinu, quell’eredità non viene archiviata ma rilanciata.
«Tra gli obiettivi della nuova presidenza c’è il rafforzamento della struttura organizzativa – spiega Brandinu– l’apertura a nuovi soci e collaboratori, il consolidamento dei rapporti con enti pubblici, istituzioni culturali, università e fondazioni. Una crescita che non vuole snaturare l’identità originaria, ma renderla più solida e capace di affrontare nuove sfide».

Continuità, radicamento e visione sono le parole chiave. Nel ricordo di Giovanni Fiora, il Centro d’Arte e Cultura “Giuseppe Biasi” si prepara a scrivere un nuovo capitolo, con lo stesso entusiasmo e la stessa passione che per trent’anni hanno guidato il suo fondatore. «Perché, come amava ripetere Giovanni – conclude Brandinu – l’arte vive davvero solo quando diventa patrimonio di tutti».
 

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