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Sassari

L’inchiesta

Sassari, chiusa struttura per minori: nelle immagini gli abusi delle educatrici – Cosa sappiamo

di Luca Fiori
Sassari, chiusa struttura per minori: nelle immagini gli abusi delle educatrici – Cosa sappiamo

I maltrattamenti su ragazzini autistici ripresi dalle telecamere in seguito agli accertamenti avviati dalla Procura di Sassari

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Sassari Telecamere installate dagli investigatori, settimane di accertamenti e immagini che avrebbero documentato presunti maltrattamenti ai danni di ragazzi affetti da disturbi dello spettro autistico. È il quadro che ha portato la Polizia di Stato a intervenire e a chiudere una struttura per minori disabili di Sassari, finita al centro di una delicata indagine della magistratura.

Nella mattinata di ieri gli investigatori della Squadra Mobile di Sassari hanno eseguito quattro provvedimenti cautelari di divieto di esercitare la professione di educatrice, con inibizione di tutte le attività connesse, nei confronti di altrettante dipendenti della struttura. I provvedimenti sono stati emessi dal giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Sassari su richiesta della Procura della Repubblica di Sassari.

Le quattro educatrici sono indagate per il reato di maltrattamenti nei confronti di alcuni ragazzi ospitati nella comunità e affetti da disturbi dello spettro autistico, dei quali avevano la custodia e la responsabilità educativa.

L’indagine, coordinata dal pubblico ministero Ermanno Cattaneo, è partita dopo alcune segnalazioni arrivate agli investigatori. A quel punto gli agenti della Squadra Mobile, coordinati dal dirigente Michele Mecca, hanno avviato un’intensa attività investigativa che ha previsto anche l’installazione di telecamere all’interno della struttura, con l’obiettivo di verificare cosa accadesse durante la gestione quotidiana dei ragazzi.

Proprio le immagini registrate avrebbero consentito agli investigatori di raccogliere elementi di responsabilità nei confronti delle educatrici. Alla luce dei risultati dell’indagine, la Procura ha chiesto al giudice per le indagini preliminari l’emissione delle misure cautelari interdittive, eseguite nelle scorse ore.

Nel corso dell’operazione è stata inoltre deferita una quinta insegnante con l’accusa di abuso dei mezzi di correzione.

Nel medesimo provvedimento l’autorità giudiziaria ha disposto anche il sequestro della struttura oggetto, storica realtà cittadina impegnata nell’accoglienza e nell’assistenza di minori e ragazzi con fragilità.

Gli investigatori della Squadra Mobile stanno ora proseguendo gli accertamenti e l’analisi del materiale raccolto nel corso delle indagini per ricostruire nel dettaglio quanto sarebbe accaduto all’interno della struttura e verificare eventuali ulteriori responsabilità.

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