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Sassari

L’evento

Un allievo del Conservatorio di Sassari alla conferenza mondiale di musica elettronica – Ecco chi è

Un allievo del Conservatorio di Sassari alla conferenza mondiale di musica elettronica – Ecco chi è

L’installazione “MirRaspiju” è stata selezionata per essere esposta all’Icmc

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Sassari Dopo il successo nazionale arriva anche un importante riconoscimento internazionale per il giovane compositore sassarese Emanuele Sara, allievo del Conservatorio di Sassari. La sua installazione “MirRaspiju” è stata selezionata per essere esposta all’International Computer Music Conference (Icmc), la più importante conferenza mondiale dedicata alla musica elettronica, che quest’anno si terrà ad Amburgo, in Germania, dal 10 al 16 maggio.

L’opera aveva già conquistato lo scorso novembre il primo posto al Premio Nazionale delle Arti, ospitato proprio al Canepa, confermando il conservatorio sassarese come un laboratorio particolarmente fertile anche per le nuove frontiere della musica e della ricerca sonora.

L’Icmc, nata nel 1974, non è soltanto una conferenza accademica ma un grande evento internazionale che unisce arte e ricerca scientifica. Durante la settimana si alternano concerti, performance e presentazioni dedicate alle tecnologie più avanzate applicate al suono: dalla live electronics alle applicazioni della realtà virtuale e dell’intelligenza artificiale.

All’interno dello spazio del Ligeti Zentrum saranno ospitate alcune installazioni selezionate da tutto il mondo, tra cui proprio quella creata da Sara, laureato in Musica elettronica e attualmente iscritto al biennio di specializzazione al Conservatorio di Sassari. Nel suo percorso di studi è seguito dai docenti Walter Cianciusi, Riccardo Sarti, Roberto Musanti e Paolo Tarizzo.

“MirRaspiju”, spiega l’autore, è un’installazione sonora interattiva: un dispositivo di autopercezione sonora, o di “auto-ascolto”. L’opera non ricerca l’effetto immersivo né la spettacolarità tecnologica, ma lavora su una dimensione più intima e percettiva. Non amplifica il gesto umano, piuttosto lo rende udibile, introducendo una soglia in cui il corpo stesso diventa agente sonoro e protagonista dell’esperienza acustica.

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