La Nuova Sardegna

Sassari

La polemica

«In vent’anni spariti 300 ettari di ulivi»: Grig all’attacco per il progetto del nuovo Eurospin a Predda Niedda

«In vent’anni spariti 300 ettari di ulivi»: Grig all’attacco per il progetto del nuovo Eurospin a Predda Niedda

L’associazione contesta l’iniziativa: «Stop al cemento e al consumo del suolo»

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Sassari La fascia olivettata del Sassarese si è assottigliata nel tempo, erosa dall’espansione urbana e da trasformazioni che hanno cambiato volto all’agro. I dati raccontano una tendenza precisa: tra la fine degli anni Settanta e gli anni Novanta il territorio ha perso centinaia di ettari di oliveti, mentre una parte significativa delle superfici rimaste si è progressivamente degradata. Secondo le rilevazioni dell’Università di Sassari, accanto agli ettari scomparsi si è registrata una crescita degli oliveti “radi” o frammentati, con una riduzione della densità e della capacità produttiva. Un processo che ha inciso non solo sull’economia agricola, ma anche sull’identità paesaggistica della città e del suo agro.

È dentro questo quadro che si inserisce la presa di posizione del Gruppo d’intervento giuridico sul progetto della nuova struttura commerciale prevista tra Predda Niedda e Li Punti. «Sassari sta per perdere l’ennesimo oliveto», scrive l’associazione. «Alla faccia di tutte le dichiarazioni contro il consumo del suolo, in quel terreno olivetato sorgerà un nuovo supermercato. L’ennesimo». Il progetto segue un iter amministrativo definito e non presenta elementi di illegittimità. Il permesso di costruire convenzionato prevede, tra le prescrizioni, l’espianto e il reimpianto degli ulivi presenti nell’area interessata dall’intervento. Una previsione che non sposta il ragionamento dell’associazione, che inserisce il caso in una dinamica più ampia.

«La perdita complessiva dell’area olivetata è dovuta quasi esclusivamente alla crescita edilizia incontrollata nell’agro», sottolinea il GrIG, richiamando dati che raccontano un arretramento costante nel tempo. Tra il 1977 e il 1998 Sassari ha perso oltre 300 ettari di oliveti, mentre nello stesso periodo territori come Alghero e Sorso hanno registrato riduzioni ancora più marcate. A questo si aggiunge il progressivo impoverimento degli impianti rimasti: centinaia di ettari risultano oggi a bassa densità o in stato di degrado, con una riduzione della capacità produttiva e del valore paesaggistico complessivo. Un fenomeno che si intreccia con la crescita della città e con la pressione edificatoria nelle aree periurbane. E che nel tempo ha trovato anche momenti di contrasto. È il caso della campagna Bellieni, riconosciuta nel 2016 come bene storico-culturale e sottratta a interventi edilizi dopo una lunga battaglia. «Ma Sassari che cosa vuol fare? Oliveti o cemento?», chiede il presidente Stefano Deliperi, riportando il tema su un piano generale. Il caso di Predda Niedda diventa così uno spunto per tornare su una questione più ampia: il destino della fascia olivettata che circonda Sassari e il rapporto tra sviluppo urbano e tutela del paesaggio.

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