La Nuova Sardegna

Sassari

La polemica

La salvezza della squadra, la gioia, lo sputo in faccia al calciatore, la denuncia: che cosa è successo alla finale del campionato

di Roberto Sanna
La salvezza della squadra, la gioia, lo sputo in faccia al calciatore, la denuncia: che cosa è successo alla finale del campionato

Seconda categoria, un giocatore della Tzaramonte ha detto di avere subito un’aggressione. L’Asd Centro storico Sassari replica: «Nulla di vero, solo un parapiglia»

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Sassari «Non c’è stata alcuna aggressione di massa. E lo confermano il comunicato della Lega dilettanti e la squalifica per quattro giornate comminata all’atleta dell’Asd Tzaramonte che ha scatenato il parapiglia». L’Asd Centro storico Sassari replica alle accuse dopo il concitato finale del match del campionato di Seconda categoria disputato a Sassari e concluso col punteggio di 2-1 per i padroni di casa, che hanno così potuto festeggiare la salvezza. Gara intensa e decisa nel finale, ma dopo il triplice fischio di chiusura la situazione è decisamente degenerata e qui le versioni delle due parti divergono decisamente, con una possibile coda giudiziaria visto che uno dei calciatori del Tzaramonte ha presentato una denuncia ai carabinieri riferendo di essere stato aggredito al termine della partita «nel corridoio che conduce agli spogliatoi, da più persone riconducibili alla squadra avversaria».

Decisamente diversa invece la ricostruzione fornita dalla società sassarese che contesta la versione contenuta nel reclamo presentato alla la Corte Sportiva di Appello Territoriale: «Il direttore di gara, testimone “super partes” degli accadimenti, descrive l'evolversi dei fatti smentendo categoricamente le congetture relative a presunte “aggressioni di massa“ – sostiene il sodalizio, attraverso il suo rappresentante legale Gian Luca Desole –. Come si può evincere dallo stesso comunicato, successivamente al triplice fischio finale, uno dei nostri calciatori intento a festeggiare la salvezza appena conquistata veniva colpito da uno sputo in pieno volto. Un gesto vile e antisportivo, compiuto da un giocatore ospite punito, peraltro con una squalifica di ben quattro giornate, e che ha provocato la successiva concitazione. Ci preme sottolineare come non si sia verificata nessuna invasione di campo né tanto meno alcuna violenza fisica».

La società racconta poi in questi termini l’episodio: «I nostri sostenitori citati nel referto arbitrale che, entrati nell'area atleti antecedente agli spogliatoi, si dirigevano verso il tesserato della società ospitata, reo del gesto che ha interrotto i festeggiamenti di pubblico e giocatori, offendendolo pesantemente, sono stati subito accompagnati all'uscita dai dirigenti in distinta autorizzati a presenziare nella suddetta area». Peraltro la stessa area non era in regola: «Ci assumiamo le nostre responsabilità e accettiamo la sanzione a noi comminata dal giudice sportivo, in quanto l’area non risultava adeguatamente confinata e messa in sicurezza come previsto dal regolamento».

Resta da dirimere adesso il possibile risvolto penale visto che il giocatore della Tzaramonte nella denuncia sporta ai carabinieri ha descritto una pesante aggressione ai suoi danni con «pugni, calci e strattoni, con una contusione allo zigomo e allo sterno certificata e una prognosi di alcuni giorni». Il giocatore ha raccontato di essere rimasto isolato mentre altri compagni riuscivano a divincolarsi, e di essere stato colpito per alcuni minuti prima dell’intervento di dirigenti presenti, che avrebbero poi riportato la situazione sotto controllo. Gianluca Desole su questo è laconico e attende sviluppi: «A noi, fino a questo momento, non è stato notificato alcun atto. Dovesse arrivare, decideremo come comportarci».

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