Sassari, per Scala Erre ci sono due offerte: i tempi del bando si allungano
La gestione durerà 5 anni, nel futuro l’ipotesi termovalorizzatore
Sassari Il bando da 25 milioni per la gestione quinquennale della discarica di Scala Erre non lascia indifferenti gli imprenditori, con due offerte presentate. Ma per l’aggiudicazione della gestione dell’impianto bisognerà attendere ancora: la gara è stata annullata e ripubblicata. Intanto, però, restano le incognite sul futuro del trattamento rifiuti del Nord-ovest: la discarica dovrà chiudere nel 2032 e la Regione chiede ai Comuni del Sassarese di conferire all’inceneritore di Macomer, con un conseguente aumento dei costi di trasporto che gli enti locali non vogliono accettare.
L’annullamento Il bando che era stato pubblicato a gennaio e che era entrato nella fase della valutazione delle offerte, infatti, è stato annullato in autotutela da Palazzo Ducale, per un refuso nell’impostazione dei campi da compilare da parte delle aziende sul portale SardegnaCat. Il nuovo bando è stato già pubblicato dal Comune, con scadenza per la presentazione delle offerte fissata a stretto giro, entro le 8.30 dell’8 giugno. Restano invariate le caratteristiche dell’appalto che vale 25 milioni di euro, 32 milioni con l’Iva e altri oneri, e riguarda la gestione per i prossimi cinque anni della discarica della Nurra, come aveva spiegato l’assessore dell’Ambiente Pierluigi Salis.
La discarica Il fatto è che l’impianto che rappresenta il punto di riferimento di tutto il Nord-ovest per lo smaltimento dei rifiuti solidi urbani è ormai vicino all’esaurimento. Solo grazie ai lavori per la realizzazione del modulo 10A sarà possibile allungarne la vita fino al 2029. E una ulteriore proroga sino al 2032 sarà possibile grazie alla conclusione, fissata entro l’anno, dei lavori per il modulo 10b.
Il futuro Cosa accadrà dopo è la vera incognita. Questo perché la Regione insiste con la strategia che prevede nell’isola solo due termovalorizzatori: uno a Macchiareddu, vicino Cagliari, e l’altro a Tossilo, nella zona industriale di Macomer. Linea che non piace assolutamente ai Comuni del Nord Sardegna, con Sassari in testa, che temono che il costo del trasporto di rifiuti verso il Marghine li costringa ad aumentare la Tari. L’ultimo episodio dello scontro fra Comuni del Nord-ovest e Regione, su questo tema, è arrivato lo scorso 18 aprile, quando Giuseppe Mascia e altri 27 sindaci hanno informato l’assessorato regionale all’Ambiente che non avrebbero avviato i conferimenti a Tossilo dal 20 aprile, come previsto dal piano.
Il termovalorizzatore L’ipotesi su cui lavora da tempo l’amministrazione sassarese è quella di realizzare, dopo aver ottenuto la modifica del piano regionale dei rifiuti, un termovalorizzatore nel Nord-ovest, che potrebbe sorgere in un’area di proprietà del Consorzio industriale. Lo scorso anno un privato aveva presentato un progetto da 72 milioni per la costruzione di un termovalorizzatore a Truncu Reale, ma l’opzione è tramontata dopo che la Regione ha deciso di sottoporre il progetto a Valutazione d’impatto ambientale, contestando principalmente proprio il fatto che l’impianto non sia previsto dal Piano regionale dei rifiuti. La partita politica è delicatissima e di non facile soluzione. Intanto, come ha sottolineato Salis qualche settimana fa, l’obiettivo è quello di arginare il problema, riducendo con il porta a porta la quantità di rifiuti indifferenziati prodotti a Sassari.
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