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Sassari, carabinieri aggrediti durante un blitz: chiesta la condanna per 3 imputati - Ecco cosa rischiano

di Nadia Cossu
Sassari, carabinieri aggrediti durante un blitz: chiesta la condanna per 3 imputati - Ecco cosa rischiano

L’operazione, un anno fa, portò al sequestro di cocaina, eroina e marijuana

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Sassari Il pubblico ministero Paolo Piras ha chiesto tre condanne al termine della requisitoria nel processo nato da un blitz antidroga dei carabinieri avvenuto a Sassari il 19 settembre 2025. Per uno degli imputati (due nigeriani e una donna sassarese) la richiesta è stata di 5 anni di reclusione, mentre per gli altri due il pm ha sollecitato pene pari a 4 anni e 6 mesi.

L’inchiesta riguarda un presunto traffico di sostanze stupefacenti scoperto dai carabinieri della sezione operativa della compagnia di Sassari durante una vasta operazione culminata con perquisizioni e sequestri in un’abitazione del centro storico composta da due appartamenti comunicanti. Secondo l’accusa, i tre imputati avrebbero agito “in concorso morale e materiale”, detenendo droga destinata allo spaccio. C’era anche l’accusa di resistenza perché nel tentativo di opporsi alla perquisizione due militari rimasero feriti: a uno fu anche sbattuta contro una porta. I carabinieri intervennero mentre un imputato tentava la fuga: l’uomo lanciò nel vano scale un involucro contenente 51 grammi di cocaina. Addosso gli furono trovati anche 9,3 grammi di eroina racchiusi in un ovulo e altri piccoli involucri con cocaina ed eroina.

Le perquisizioni vennero poi estese all’interno dell’abitazione, dove i carabinieri sequestrarono cinque flaconi di metadone da 500 milligrammi e circa 35 grammi di marijuana custoditi nella stanza in uso a uno degli imputati. Durante le operazioni, inoltre, altri due indagati avrebbero gettato dalla finestra due zaini e alcuni calzini contenenti ingenti quantitativi di sostanze stupefacenti.

Nel dettaglio, i militari recuperarono oltre 337 grammi di cocaina, circa 440 grammi di eroina, quasi mezzo chilo di marijuana, hascisc e 18 blister di pastiglie derivate dagli oppioidi. Sequestrarono anche contanti e materiale per il taglio, la pesatura e il confezionamento delle dosi.

Per la Procura, le quantità sequestrate, le modalità di conservazione e il materiale rinvenuto confermerebbero la destinazione della droga alla cessione a terzi. Gli avvocati difensori Giuseppe Onorato e Marco Palmieri, invece, hanno contestato la ricostruzione accusatoria nel corso della discussione davanti al gup. La sentenza arriverà il 7 luglio.

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