La Nuova Sardegna

Sassari

Scrittori per caso

Marco Atzeni, l’impiegato storyteller che racconta la Sassari del passato

di Luca Fiori
Marco Atzeni, l’impiegato storyteller che racconta la Sassari del passato

Dopo il successo del 2024 il ritorno in libreria con il romanzo “Nina e Tonino”

3 MINUTI DI LETTURA






Sassari C’è chi Sassari la attraversa ogni giorno senza farci caso, e chi invece ha deciso di rallentarla, osservarla e riscriverla. È da questo sguardo curioso e ostinato che nasce la sesta puntata di “Scrittori per caso”, la rubrica della Nuova Sardegna che racconta i sassaresi capaci di vivere una seconda vita tra lavoro, memoria e scrittura.
Il protagonista della sesta puntata è Marco Atzeni, nato a Sassari 42 anni fa, impiegato della città metropolitana di professione, ma da anni autore di un percorso narrativo costruito attorno alla città e al suo passato. La sua passione non nasce dalla letteratura in senso stretto, ma dalla curiosità, quella per le strade del quartiere Cappuccini, per le ville liberty, per i nomi e le storie che nessuno sembrava più conoscere davvero.

«Da bambino mi chiedevo chi avesse vissuto in quelle case e nessuno sapeva rispondermi. Così ho iniziato a cercare da solo». Una ricerca che nel tempo lo ha portato negli archivi comunali e di Stato, nelle biblioteche, tra vecchi registri e giornali d’epoca, dove spesso si nascondono i dettagli più preziosi della vita quotidiana. Per anni Atzeni ha raccontato le sue scoperte sui social, conquistando una comunità di lettori sempre più ampia. Da quei post è nato quasi naturalmente il desiderio di scrivere un romanzo. Un passaggio affrontato con molti dubbi.

«Mi chiedevo se sarei stato capace di passare da poche righe a duecento pagine». La risposta è arrivata con “Le due città” (Il Maestrale) diventato un piccolo caso editoriale sassarese nel 2024, circa 5mila copie vendute e un adattamento teatrale. Un successo costruito soprattutto attraverso il passaparola e l’affetto dei lettori.

Due anni dopo è arrivato “Nina e Tonino” (Il Maestrale), che è andato in ristampa dopo appena due settimane e ha già raggiunto 3000 copie di tiratura. Anche questa volta l’ambientazione è la Sassari di inizio Novecento, ma il centro della narrazione si sposta maggiormente sulle persone. Protagonisti sono Nina e il fratello Tonino, personaggi segnati dalla povertà, dalla fragilità e da una società che lascia poco spazio a chi vive ai margini. La città resta presente, con le sue strade, i suoi quartieri e le sue disuguaglianze, ma diventa soprattutto il contenitore di una storia che parla di dignità, sacrificio e umanità.

Atzeni intreccia ricerca storica e invenzione narrativa, costruendo racconti in cui realtà e immaginazione procedono insieme. Di giorno lavora come impiegato alla Città Metropolitana, di notte scrive. «Mi piace essere più cose contemporaneamente. Il lavoro mi dà rigore, la scrittura mi permette di liberare la fantasia». Per questo fatica a definirsi scrittore. «Mi considero soprattutto uno che ama raccontare storie».

Legge molta storia, saggistica, cronaca e psicologia. Dei romanzi ama soprattutto i classici dell’Ottocento, da Enrico Costa a Grazia Deledda, fino ai grandi autori del gotico e della narrativa europea. Una lettura che affronta quasi con l’occhio di un artigiano, interessato a capire come sono costruite le storie. Il rapporto con i lettori occupa un posto centrale nel suo percorso. «Il merito di tutto questo è loro. Lo dico sempre, senza i lettori non esisterebbe nulla». Un legame coltivato soprattutto attraverso i social, dove continua a condividere curiosità, ricerche e frammenti della vecchia Sassari. Sul futuro non si sbilancia.

L’idea di un terzo romanzo esiste, ma la decisione finale, dice sorridendo, spetterà ancora una volta ai lettori. Una certezza però c’è, continuerà a raccontare Sassari. «È la realtà che conosco meglio ed è da qui che voglio continuare a partire». Tra poche settimane sarà protagonista anche di un evento patrocinato dal Comune, pensato per mettere insieme storia e letteratura. Del resto è proprio lì, su quel confine sottile tra ricerca e racconto, che Marco Atzeni ha trovato la sua voce. Un’altra tessera del mosaico di esperienze, percorsi e passioni che “Scrittori per caso” continua a raccontare.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google

Primo Piano
Amministrative

Sfida elettorale in 148 comuni della Sardegna, alle urne 400mila cittadini: come si vota

di Claudio Zoccheddu
Le nostre iniziative