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Sassari

Sport e passione

Dentro il Centro ippico Turris, dove Paolo e Margherita crescono cavalli e campioni: la storia

di Nadia Cossu

	<em>foto Mauro Chessa</em>
foto Mauro Chessa

Non è soltanto un maneggio, ma una scuola completa che offre tutte le discipline olimpiche

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Sassari È sufficiente imboccare la strada provinciale 56 Bancali-Abbacurrente per lasciarsi alle spalle il rumore della città. All’improvviso il paesaggio cambia, e anche l’atmosfera che si respira. Dieci ettari di verde, il profumo della terra, il rumore degli zoccoli che scandisce il tempo e decine di cavalli che pascolano tranquilli. Sembra di essere lontanissimi dalla quotidianità, e invece si è a pochi minuti da casa.

È qui che dal 2015 vive il Centro Ippico Turris, affiliato Fise, una realtà costruita con sacrificio, competenza e una passione che non conosce orari. A gestirlo sono Paolo Ortu e Margherita Nonna, entrambi istruttori federali di secondo livello. Lei è anche presidente del centro e insieme lavorano praticamente senza sosta.

«Da una scuola di equitazione non si campa, io sono un professionista e me la cavo perché faccio diverse gare ma di certo non si fanno soldi nel mondo del salto ostacoli, casomai si spende e basta...» racconta Paolo – 49 anni e una laurea in Veterinaria – con un sorriso che non nasconde la fatica. Per mantenere una struttura così importante i cavalli li allevano, anche, e poi li vendono, ma il cuore del loro lavoro resta l’insegnamento. È una scelta di vita prima ancora che una professione.

Il Centro ippico Turris non è soltanto un maneggio, è una scuola completa, una delle poche del territorio (l’unica a Sassari) che offre tutte le discipline olimpiche: salto ostacoli, dressage e completo. Una realtà che comprende anche pensione, doma e addestramento, assistenza veterinaria h24 e riabilitazione equestre.

La struttura dispone di tre campi di lavoro in sabbia, box dove i cavalli riposano dopo il lavoro e un ampio paddock esterno, indispensabile perché gli animali possano muoversi liberamente e socializzare. Per le famiglie e gli allievi, invece, il punto di ritrovo è l’accogliente club house.

Il centro offre inoltre un servizio di pensione completa o mezza pensione per chi possiede un cavallo ma non ha uno spazio dove tenerlo ed esiste anche la possibilità della fida o della mezza fida, una formula che permette di avere un cavallo quasi tutto per sé, condividendone gestione e utilizzo.

La storia di Paolo E Margherita con i cavalli è iniziata quasi per caso. «Eravamo bambini e mio fratello desiderava una moto – racconta Paolo – ma nostro padre fu categorico: “La moto non ve la compro. Vi compro un cavallo!”». E fu così che in un cortile di via Nurra arrivò un pony. «A sei anni lo portavo a piedi in una pineta vicina e subito dopo ho iniziato le lezioni di equitazione». Una passione che da allora non si è mai spenta. Anche Margherita aveva appena sei anni quando si è innamorata dei cavalli. Ne aveva uno piccolo e passava ore a leggere libri, studiare, cercare di capire il loro comportamento. «Le mie amiche volevano giocare con le bambole, io invece le portavo a vedere il mio cavallino...».

A Turris l’attività della scuola di equitazione è a pieno regime, si respira l’entusiasmo dei ragazzi che hanno imparato ad amare questo sport. «Il cavallo è molto più sensibile di un cane», spiegano Paolo e Margherita sfatando alcune convinzioni consolidate. «Legge le emozioni delle persone, percepisce le paure, l’insicurezza, la serenità. È un animale che non giudica, ma risponde a quello che gli trasmetti. Per questo prima ancora di affidare un cavallo a un allievo cerchiamo di conoscere la sua psiche. È fondamentale per scegliere il compagno giusto e costruire insieme un percorso».

Perché l’equitazione non è soltanto imparare a stare in sella. È imparare ad ascoltare, a rispettare, a prendersi cura di un altro essere vivente. È una scuola di responsabilità. «Una ragazza è arrivata al centro dopo essere stata bocciata e poi rimandata a scuola – è una delle tante storie di vita di cui sono stati testimoni Paolo e Margherita – I genitori le hanno comprato una cavalla e da quel momento qualcosa è cambiato». Le responsabilità quotidiane, gli allenamenti, il rapporto con l’animale le hanno restituito metodo e fiducia. «Quest’anno è stata promossa!».

I corsi sono aperti a tutti, dai bambini di quattro anni fino agli adulti, senza limiti di età. Serve soltanto un certificato medico: ludico per chi vuole avvicinarsi a questa disciplina e agonistico per chi sceglie le competizioni. «Una signora che ha superato i sessant’anni – racconta Margherita – aveva espresso un desiderio: “Prima di morire voglio provare a salire su un cavallo”. Qui ha realizzato il suo sogno».

Per gli agonisti gli allenamenti sono anche quotidiani, mentre gli altri frequentano i corsi due o tre volte alla settimana. E l’impegno dà i suoi frutti: agli ultimi campionati regionali Fise sei atleti del Centro ippico Turris hanno conquistato un vero bottino di medaglie: Melissa Porcu con Allison di Punta Alice, Martina Lepori con Baumela, Manuel Serra con Tzunami, Ginevra Zurru con Lewada, Giorgia Fenu con Tzunami, Denise Poddighe con Rose.

Ma Paolo invita a guardare oltre il podio. «Dietro ogni medaglia ci sono tantissime ore di lavoro. Ci siamo noi istruttori, ci sono le famiglie che fanno enormi sacrifici e soprattutto ci sono i ragazzi che crescono insieme ai loro cavalli». Per lui e Margherita l’equitazione è uno degli sport più completi che esistano: «Non c’è niente che gli assomigli. Non affronti una gara da solo, lo fai insieme a un animale che ti trasporta e che sceglie ogni giorno di fidarsi di te».

E forse è proprio questo il segreto del Centro ippico Turris: in un tempo in cui i ragazzi crescono spesso davanti a uno schermo, qui imparano che ogni conquista richiede pazienza, ogni errore insegna qualcosa e ogni relazione si costruisce giorno dopo giorno.

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