Addio ad Antonio Muroni “sa oghe” di Usini
Si è spento a 84 anni lo storico solista del Coro di cui è stato protagonista per oltre 50 anni
Usini Si è spenta una voce che apparteneva all’anima di Usini. Sa oghe de Tonio Muroni non risuonerà più tra le navate di una chiesa o sul palco di un concerto. Se n’è andato oggi, giovedì 30 luglio, nella sua casa, all’età di 84 anni, dopo aver affrontato la malattia che, in poco tempo, lo ha portato via.
Nato a Carpi il 14 aprile 1942, Antonio Muroni è stato per oltre cinquant’anni il solista storico del Coro di Usini e una delle voci più autorevoli e apprezzate del panorama corale sardo, in particolare nell’ambito del canto tradizionale. Il suo timbro, melodico e penetrante, era immediatamente riconoscibile e capace di emozionare fin dalle prime note.
Tra le canzoni che hanno segnato la storia del Coro di Usini c’è senza dubbio Vendetta, il brano scritto da Nanni Brundu, simbolo della formazione usinese, quello che più di ogni altro ha contribuito a far conoscere il gruppo ben oltre i confini della Sardegna.
Antonio Muroni ne è stato il grande interprete, la voce che per oltre mezzo secolo ha emozionato il pubblico e accompagnato il successo del Coro. Ma il suo repertorio non si fermava a Vendetta. La sua grande versatilità gli permetteva di spaziare con naturalezza dai canti della tradizione sarda ai grandi classici della canzone italiana, napoletana e spagnola.
Indimenticabili restano le sue interpretazioni del Coro Jesus e dell’Ave Maria di Schubert, senza dimenticare i brani di Mina, Renato Carosone e di altri grandi interpreti della musica italiana.
Accanto alla musica c’è stata una lunga vita professionale al servizio degli altri. Infermiere stimato, ha lavorato fino alla pensione nella sala operatoria della clinica di Otorinolaringoiatria di Sassari, distinguendosi per competenza e umanità. La passione per il canto nacque molto presto.
Ancora ragazzo animava le celebrazioni nella chiesa parrocchiale, intonando la Messa in latino quando alla guida della comunità c’era il compianto pievano don D’Eramo. Da allora il canto non lo avrebbe più lasciato, diventando parte integrante della sua vita e della sua identità.
Con la scomparsa di Antonio Muroni si chiude una pagina importante della storia del Coro di Usini. Oggi Antonio raggiunge nei prati divini il fratello Mario, altro storico corista del Coro di Usini, e tutti gli amici che lo hanno preceduto: Franco Torru, Domenico Langasco, Mario Cuccuru, Pietruccio Ninu, Gianni Canu, Piero Carru, Pietro Baragliu e Gavino Campus, Michele Fiori e Tore Patatu
La notizia della sua scomparsa si è diffusa rapidamente in paese, suscitando profonda commozione. Proprio mentre era riunito il Consiglio comunale, l’assemblea ha interrotto i lavori per osservare un minuto di raccoglimento in suo onore. Il sindaco Gianluigi Testoni, a nome dell’Amministrazione comunale e dell’intero Consiglio, ha espresso il cordoglio della comunità, manifestando vicinanza ai familiari, ai coristi e al presidente del Coro di Usini Mario Cuccuru, presente in aula anche nella veste di consigliere comunale. «Con Antonio Muroni scompare una delle voci che hanno scritto la storia del Coro di Usini – ha detto Cuccuru –. Per oltre cinquant’anni è stato un punto di riferimento della nostra tradizione musicale, contribuendo con passione, dedizione e straordinaria sensibilità a custodire un patrimonio che appartiene a tutta la comunità».
Anche il direttore del Coro, Mario Tedde, ha voluto ricordarlo con parole di grande affetto: «Si spegne una voce che continuerà però a risuonare nella memoria di chi ha condiviso con lui il cammino del Coro. Antonio ha dedicato una parte importante della sua vita alla musica e all’identità del nostro paese. Come siamo soliti salutarci, “Como ries cun Deus”. Oggi quelle parole assumono un significato ancora più profondo».
Antonio Muroni lascia la moglie Maria Giovanna, le figlie Alessandra e Manuela e gli adorati nipoti Michela e Matteo, ai quali si stringe l’abbraccio dell’intera comunità. I funerali saranno celebrati domani, venerdì 31 luglio, alle ore 18, nella chiesa della Natività di Maria Vergine.
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