Lei lo lascia, lui la perseguita: 24enne americano arrestato per stalking nel Sassarese
Chiamate e messaggi dopo la rottura della relazione e la fine della convivenza
Sassari Si erano conosciuti un anno fa durante una vacanza in Sardegna. Da quel primo incontro era nata una relazione molto intensa, al punto da decidere in poco tempo di andare a convivere in un paese dell’hinterland di Sassari. Poi, però, quella storia si era trasformata in un rapporto segnato da gelosie, controlli e tensioni reciproche, fino alla decisione della ragazza, 23 anni, di interrompere la relazione. E dopo la rottura, secondo quanto denunciato dalla giovane, sono iniziati messaggi e telefonate sempre più insistenti che hanno portato all’arresto del ragazzo, un 24enne americano, con l’accusa di atti persecutori. Nell’udienza di convalida, davanti al giudice Gian Paolo Piana, il pubblico ministero Giovanni Dore ha chiesto la custodia cautelare in carcere. Il giudice ha convalidato l’arresto eseguito dai carabinieri ritenendo che quelle telefonate e quei messaggi fossero sufficienti, in questa fase, a integrare una condotta persecutoria, ma ha escluso la necessità del carcere.
Per il 24enne è stato quindi disposto il solo divieto di avvicinamento alla ragazza, con applicazione del braccialetto elettronico. L’avvocato difensore Angelica Puggioni in udienza ha ricostruito la relazione anche attraverso il racconto dello stesso indagato. Il giovane ha reso dichiarazioni spontanee ammettendo di essersi trovato dentro una relazione riconosciuta oggi come «tossica», sostenendo però che lo fosse da entrambe le parti. Secondo la ricostruzione della difesa, nella coppia erano frequenti comportamenti di controllo reciproco: richieste di geolocalizzazione, videochiamate e controllo del telefono. Quando la ragazza ha deciso di chiudere la relazione, il giovane avrebbe reagito con una serie di messaggi e chiamate e per questo ha deciso di denunciarlo, riferendo anche di scenate di gelosia, controllo e frasi ingiuriose, oltre a un episodio relativo a un presunto furto di documenti.
Il 24enne ha spiegato di non aver mai voluto minacciare la ragazza, ma di essere rimasto profondamente spaesato dalla fine della relazione e di aver cercato chiarimenti. Una rottura particolarmente difficile per lui, anche perché aveva lasciato il suo lavoro sicuro in Massachusetts per trasferirsi in Sardegna e costruire una vita insieme alla compagna. Una scelta con la quale, dopo la separazione, si sarebbe trovato a fare i conti. Il giovane ha raccontato di aver investito molto in quella relazione, lavorando duramente per rendere felice la compagna e a condividere con lei, in meno di un anno, numerosi viaggi all’estero. Dopo la fine della storia, secondo quanto riferito dalla difesa, si sarebbe ritrovato improvvisamente senza quelle certezze, in un piccolo paese lontanissimo dal suo mondo. L'avvocato Puggioni ha inoltre contestato che gli episodi denunciati dalla ragazza potessero configurare, per come erano stati descritti, l’abitualità richiesta per il reato di atti persecutori.
Secondo il legale, alcuni comportamenti sarebbero stati sporadici e i messaggi andavano quindi valutati anche alla luce dello stato emotivo di un giovane che si era appena visto interrompere una relazione nella quale aveva investito molto. Il giudice, però, ha ritenuto che le chiamate e i messaggi contestati fossero comunque sufficienti, allo stato degli atti, a configurare una condotta persecutoria e ha quindi convalidato l’arresto. Sul piano delle esigenze cautelari, invece, ha accolto solo in parte la richiesta della Procura, ritenendo sufficiente una misura meno afflittiva rispetto al carcere. La vicenda giudiziaria proseguirà ora sul merito delle accuse.
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