Escrementi, ratti e cattivi odori: all’ospedale San Camillo di Sassari è allarme igiene – Le immagini choc
Il degrado in un’ala dell’edificio dove sono custoditi beni e presidi sanitari
Sassari Cumuli di guano, tracce riconducibili alla presenza di ratti, cattivi odori e condizioni igieniche che, come segnalato da un dipendente che lavora da anni in quell’ala del presidio, destano forte preoccupazione.
È la situazione denunciata all’interno di alcuni locali dell’ospedale San Camillo di Sassari, dove vengono custoditi beni e presidi sanitari e che si trovano nelle vicinanze di un’area frequentata anche da pazienti sottoposti a dialisi.
Per capire meglio la portata del problema è sufficiente dare uno sguardo ad alcune fotografie nelle quali vengono mostrati cumuli di escrementi e condizioni di degrado di alcune zone della struttura. Immagini che, secondo quanto riferito dal dipendente, testimonierebbero una situazione non recente, ma che si sarebbe protratta nel tempo e che ancora oggi non è stata risolta.
Una situazione particolarmente critica che interessa i locali destinati allo stoccaggio di beni e presidi sanitari. «Gli operatori che ci lavorano – è la denuncia – per un lungo periodo sono stati a stretto contatto con escrementi di ratti e piccioni che puntualmente entravano senza alcun ostacolo».
Da quel momento sarebbero state presentate diverse richieste per cercare di intervenire e mettere in sicurezza gli ambienti. Alcuni interventi, viene riconosciuto nella segnalazione, sarebbero effettivamente stati eseguiti. Altri, invece, nonostante le richieste avanzate nel corso degli anni, risulterebbero ancora irrisolti.
Ed è proprio questo il punto sul quale il dipendente chiede attenzione: non una semplice questione di manutenzione ordinaria, ma una possibile criticità igienico-sanitaria all’interno di una struttura ospedaliera.
«Non stiamo discutendo di cambiare una lampadina – sottolinea – bensì di un vero e proprio rischio biologico». Tra gli elementi evidenziati c’è anche la persistenza di cattivi odori: nonostante l’aerazione degli ambienti, il tanfo, secondo quanto riferito, sarebbe ancora percepibile.
La preoccupazione assume un rilievo particolare considerando la destinazione dei locali e la collocazione in prossimità di aree sanitarie. Nelle immediate vicinanze, infatti, si trovano ausili destinati successivamente ad altre strutture ospedaliere. A poche decine di metri si trova inoltre l’area della dialisi, separata da quei locali da porte che dividono i corridoi.
Il dipendente richiama anche il timore legato alla possibile presenza di parassiti trasportati dagli animali: «Un aspetto che, proprio perché riguarda un presidio sanitario frequentato da pazienti fragili, meriterebbe una verifica puntuale da parte degli organismi competenti, così da stabilire l'effettiva presenza di eventuali infestazioni e il livello di rischio».
La distanza relativamente breve tra i locali segnalati e l’area dialisi alimenta inoltre la preoccupazione del lavoratore sulla possibilità che un’eventuale infestazione possa propagarsi attraverso gli spazi comuni. Si tratta, anche in questo caso, di un timore espresso nella segnalazione e che dovrà essere valutato tecnicamente dagli organi preposti.
La richiesta è quindi quella di un intervento tempestivo, con la verifica delle condizioni igienico-sanitarie dei locali interessati, la rimozione degli accumuli di rifiuti, l’eventuale bonifica e l’adozione di tutte le misure necessarie per impedire l’accesso degli animali e garantire la sicurezza degli operatori che ogni giorno sono costretti a muoversi in mezzo al guano.
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